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Alba a New York


In questa New York ancora gelata dal dolore, l’aspetto più agghiacciante è il silenzio. Si prega anche senza parole, semplicemente stando insieme, come in Union Square, proprio a ridosso dell’apocalisse. Vado sulla prima avenue, al Bellevue hospital, dove arrivano i feriti, diventato il punto d’incontro sponteaneo di chi cerca qualcuno. Cartoline, biglietti, foto, fiori: hanno costruito qwello che chiamano ormai il muro della preghiera che in realta’ è un grande, angosciante monumento alla speranza infinita, purtroppo spesso l’illusione di ritrovare ancora in vita i propri cari. (…) Tra fiaccole e lacrime anche balli, di una forza struggente contro tutte le violenze…. Ma soprattutto canti: disperati, che invocano la pace. Si prega per chi non c’è più ma soprattutto per chi resta. Per il futuro del mondo. (…) C’era il sole anche martedì scorso. Sembrava l’inizio di una giornata bellissima e invece all’improvviso si è scatenato l’inferno, il buio, proprio alle 8,45 come adesso. Le due torri gemelle erano laggiù dove adesso c’è il vuoto. Al panorama fantastico di Brooklyn mancheranno per sempre i grattacieli più alti e forse più belli. (…) Lacrime, rabbia e rovine mentre dall’altra parte a Manhattan dentro il grande cratere si continua a scavare, anche con le mani, centimetro per centimetro per per cancellare almeno i segni del disastro. Ma ci vorrà molto tempo. (…) La vedo male perche’ gli americani sono realmente sul piede di guerra. La sensazione è palpabile girando nella rabbia di New York, attraversando il dolore. La metropoli piu’ gioiosa e trasgressiva del pianeta è diventata (anche fisicamente) un enorme, straziante mausoleo. Tutte le pareti sono piene di foto e cartelli a lutto, tutte le piazze sono invase dai lumini. E ci sono ancora feriti e lavoro per togliere quella massa spropositata di rovine. Il fumo ancora non e’ sparito e ti entra dentro. I "padroni del mondo" si sentono improvvisamente indifesi e questo mi spaventa.
New York, settembre 2001
Quelli dell'11 settembre


L’operazione è partita di fatto il 28 maggio, quasi quattro mesi prima della strage. Base iniziale dei terroristi la Florida, nell’ultima fase Boston. Tutto ruota intorno alla figura di Mohammed Atta, 33 anni, almeno altri cinque nomi conosciuti, di origini kuwaitiane ma con passaporto saudita. Arrivato per la prima volta negli Stati Uniti nel maggio del 2000. Ha sicuramente fatto un paio di viaggi in Europa, a Barcellona e Praga, dove avrebbe incontrato estremisti islamici irakeni e sauditi. Poi si è trasferito per otto mesi in Germania, dove si è laureato in architettura urbana. Il 2 maggio di quest’anno e’ tornato negli Stati Uniti. Ha preso un brevetto di volo e una patente di guida con identità egiziana. Di carattere violento ha aggredito uno sceriffo in Florida ma non si è mai presentato davanti alla corte. Gli investigatori hanno ricostruito comunque da allora tutti i suoi movimenti e quelli del gruppo suicida. Un’attività sincronizzata attraverso 45 email in inglese e arabo spedite da biblioteche pubbliche e alcuni incontri in motel. L’ultima fase dell’operazione è scattata il 6 agosto. Atta noleggia un’auto a Pompano Beach, in Florida. Il 15 agosto noleggia una seconda auto. Il 25 agosto i dieci dirottatori cominciano ad acquistare i biglietti aerei presso l’American airlines e la United airlines. Acquistano due biglietti al giorno con carta di credito e una volta in contanti. Il 6 settembre Atta è visto girare in auto fuori l’aeroporto Logan. Il commando si è trasferitopoi a Boston. Il 10 settenbre dormono a gruppi di due in vari motel del Massacchussettes. Mohammed Atta dorme a Portland in Maine. All’alba prende l’aereo per Boston ed è ripreso da una telecamera. E’ l’ultimo passaggio prima di salire sul volo n.11 che guiderà contro le torri di New York.

Per tre giorni sono stato a Boston, da dove sono partiti i due aerei carichi dell'odio dei terroristi che poi hanno frantumato le torri gemelle. E mi sono meravigliato di due aspetti che forse spiegano l'apocalisse. L'aeroporto Logan e' ancora un colabrodo. Ho trovato tracce pesanti di Bin Laden dappertutto. Sono stato nella strada dove viveva la madre (la strada e' tutta sua) e nel palazzo dove abitavano due fratelli. Per capirci: il nemico gli Stati Uniti l'hanno sempre avuto in casa senza saperlo. E probabilmente lo hanno ancora.
Boston, settembre 2001
Area 51
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Stati Uniti


Gli Stati Uniti d'America sono una repubblica federale democratica dell'America Settentrionale. Confinano a nord con il Canada e a sud con il Messico, mentre ad est e ad ovest sono bagnati rispettivamente dall'Oceano Atlantico e dall'Oceano Pacifico. Le acque territoriali dell'Alaska confinano con la Russia (Stretto di Bering). Già economicamente molto sviluppati alla fine del XIX secolo, dopo la seconda guerra mondiale sono diventati una superpotenza economica, militare e culturale, la prima nel mondo per prodotto interno lordo.

Gli Stati Uniti d’America sono una repubblica federale di tipo presidenziale, che si estende nel continente nordamericano fra il Canada a Nord e il Messico a sud per 9.372.614 Km quadrati con 248.709.873 abitanti, La capitale è Washington, altre città importanti sono New York, Chicago, Los Angeles, Filadelfia ecc.L’unione è formata da 50 stati di cui 49 continentali e 1 insulare, l’arcipelago delle Hawaii. Altri territori legati agli USA con status particolari sono: Portorico, le isole Vergini Americane, Guam, le Samoa Americane od Orientali, le Marianne Settentrionali, le Marshall, le Cardine Orientali e altre isole del Pacifico.

Il sostantivo "America" deriva dal nome dell'esploratore italiano Amerigo Vespucci, che per primo riconobbe di essere di fronte a un nuovo continente, e non, come si credeva, ad alcune isole asiatiche. La prima volta che comparve il nome "America" fu nella Cosmographiae Introductio, pubblicata nel 1507 dal cartografo tedesco Martin Waldseemüller, che propose di dare al "nuovo continente" il nome di Vespucci. Inizialmente il nome "America" fu utilizzato per il Sud del continente. Successivamente venne esteso anche alla parte Nord. Ma fu Benjamin Franklin, mediante fitti rapporti epistolari con personalità di ogni classe, a diffondere la parola americani (parola individuante un unico popolo), così da renderla d'uso comune.

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mercoledì, 31 ottobre 2007, 23:18
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Ci sono disegni, ritratti, mappe schizzate. Scarabocchi o pensieri più articolati sotto forma di lettere, riflessioni, poesie. Tutto affidato a fogli di carta volanti, post-it, infilati dentro libri o sulle copertine di riviste. Parole a caso, a fianco di invocazioni a Dio: è questo il tesoro raccolto da un volontario in servizio nelle biblioteche delle prigioni americane, fotografato e poi messo online. Il suo "bottino" l'autore, che rimane anonimo, lo ha affidato a Flickr: tutti possono consultarlo sul sito di condivisione di foto e lasciare commenti sulle testimonianze ritrovate fra le pagine dei volumi. Minuti, ore e giorni dilatati danno tempo ai detenuti per riflettere sulle grandi questioni: Dio, la giustizia, ciò che è giusto o sbagliato. Ma anche per annoiarsi, finendo magari a disegnare le pastiglie di cioccolata M&M's. C'è un po' di tutto in questo catalogo dal carcere. Repubblica.it
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mercoledì, 31 ottobre 2007, 20:14
Upper East Side di Manhattan, quartiere di Yorkville. Alle 6 e 50 di mattina, all’incrocio fra la Seconda Avenue e l’82esima strada, una finta crocerossina con reggiseno a balconcino e microgonna inguinale che avrà tutt’al più sedici anni solleva in alto la gamba con calza a rete munita di giarrettiera, appoggiandosi a una ragazza-pompiera in hot pants e a una specie di senatore romano e cercando di richiamare l’attenzione di un taxi. I tre hanno evidentemente bevuto parecchio e sono appena usciti da una festa durata tutta la notte, ma almeno hanno avuto il buon senso di non usare la macchina, che del resto a Manhattan non serve. La mania delle feste in costume per Halloween ha superato quest’anno tutti i livelli di stravaganza e di spesa. In un negozio specializzato, sempre sull’Upper East Side ma in direzione del parco, dove abita la gente con più soldi da spendere, sono andati a ruba, per le ragazze, i modelli Gladiatrix (elmo e spadone compreso), Mile High Captain (una «comandante» molto gallonata e che dà l’impressione di essere pronta a volare alto - in più sensi - con i calzoncini aderenti) e Strawberry Doll (ragazza alla fragola, che sottintende l’invito a provare il sapore, completa di calze fluorescenti verdi e di una specie di tanga).Per gli uomini vanno sempre i modelli classici come il guerriero vichingo munito di corna, l’astronauta e il marziano. Ma volendo essere più originali si può optare anche per il vestito da Batman con tunica svolazzante in lattice di gomma.  Corriere.it
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mercoledì, 31 ottobre 2007, 18:22
Un bambino che giocava con i fiammiferi ha provocato uno dei grandi incendi che hanno devastato la California del Sud nei giorni scorsi. La notizia è stata confermata dall'ufficio dello sceriffo della contea di Los Angeles. Il rogo divampato il 21 ottobre che ha distrutto 21 abitazioni e mandato in fumo 38 mila acri di terreno nell'area di Santa Clarita, circa 30 miglia a nord di Los Angeles. In un primo momento si era ritenuto che a causare il rogo fossero stati i fili delle linee elettriche caduti a terra. Il nome del ragazzino è stato tenuto segreto ma, dice un comunicato delle autorità, "ha ammesso di avere appiccato involontariamente l'incendio mentre stava giocando con i fiammiferi". Il bambino era stato interrogato dagli agenti all'indomani del rogo. Intanto, continuano le indagini per individuare gli altri eventuali responsabili della ventina di roghi che la scorsa settimana hanno devastato la California meridionale, distruggendo 2.300 edifici secondo l'Ufficio dei Servizi d'emergenza della California. Gli incendi hanno provocato la morte di 12 persone e il ferimento di altre 78, bruciando un'area di 1.900 chilometri quadrati. Cinque sospetti piromani sono stati fermati negli ultimi giorni.
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mercoledì, 31 ottobre 2007, 17:55

Donna e motori: la scultura di una donna realizzata ultilizzando solo pezzi provenienti da autovetture, esposta al Sema show a Las Vegas.

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mercoledì, 31 ottobre 2007, 13:58

New York si prepara per la notte di Hallowen

Nei panni di candidata di punta dei democratici alle presidenziali 2008, Hillary Clinton è abituata a guidare i sondaggi, ma questa volta si trova in testa ad una classifica di segno molto diverso: fra i candidati alle presidenziali, sarebbe lei ad aggiudicarsi il titolo di costume di Halloween più spaventoso. Lo rivela un sondaggio condotto da Associated Press e Ipsos su 1013 adulti intervistati telefonicamente: il 37% degli intervistati affiderebbe il compito di terrorizzare i passanti alla senatrice, mentre il 14% sceglierebbe le fattezze dell’ex sindaco di New York Rudy Giuliani. Nessun altro candidato ha superato il 6% dei consensi. Hillary è stata indicata come preferenza da quattro uomini su dieci, da un terzo delle donne e, come previsto, dai due terzi dei repubblicani intervistati. Ma, a sorpresa, ben il 18% dei democratici la vede come “strega perfetta”, seconda solo a Giuliani, che raccoglie le preferenze del 17% degli uomini e del 12% delle donne, cui si aggiungono un quarto dei democratici. E Barack Obama? Non spaventa nessuno: anche lui sfiora appena il 6% dei voti.

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mercoledì, 31 ottobre 2007, 13:54
Più che un attacco politico frontale, è un calcio negli stinchi, un fallo da dietro, quello che il New York Times ha sferrato a Barack Obama, pizzicato a massaggiare la propria biografia. Reinventare sé stessi è una virtù cardinale americana, in una società che cambia ogni giorno. Ma inventarsi una vita immaginaria, una "second life" di comodo, è un rischio e Barack Obama, il solo avversario vero di Hillary per la "nomination" democratica, lo ha corso. Se il New York Times, i blog e i vecchi amici di giovinezza hanno ragione, ci è caduto e si è fatto male. La sua autobiografia, "In the Long Run", "sui tempi lunghi", che è all'ottavo posto nella classifica dei libri non di fiction più venduti e vorrebbe raccontare la storia della sua maratona personale di ragazzo di colore verso traguardi a lungo termine, sarebbe una sorta di Vangelo autoapocrifo. Una parabola riveduta e corretta per descrivere come lui abbia saputo resistere alla tentazione della carriera nel mondo delle grandi corporation, per diventare invece il campione della gente qualsiasi, e soprattutto della sua gente. Che sia stato il New York Times, schierato con la senatrice dello stato di New York, Hillary Clinton, a parte la più brillantemente dispeptica delle sue columnist, Maureen Dowd, che la sbrana con l'intensità che soltanto una donna può permettersi contro un'altra donna, a smascherare le licenze poetiche di Barack Hussein Obama, è naturale. Non soltanto per simpatie politiche, ma per la evidente ingenuità commessa da Obama, o da chi gli ha scritto il libro, nel reinventare una giovinezza a New York, nel cortile di casa del giornale. Il senatore afroamericano ha appena 46 anni, ha studiato alla Columbia University a Manhattan, ha trovato il primo lavoro nella stessa città e coetanei, colleghi, amici abbondano. Dunque trovare testimoni pronti a smentirlo è facile. Repubblica.it
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mercoledì, 31 ottobre 2007, 13:51
Alla vigilia di Halloween, l’incubo personale di Hillary Clinton prende vita su YouTube. Ad agitare il sonno delll’ex First Lady è “Hillary uncensored”, il video che svela i retroscena più scottanti della campagna del 2000 per l’elezione al senato: i 13 minuti di filmato, solo un assaggio del ben più ampio film realizzato da Peter Paul, ex sostenitore e finanziatore dei Clinton, hanno fatto registrare quasi un milione e mezzo di contatti su Google Video e oltre 350mila su YouTube in una sola settimana. Ad attirare l’attenzione di un’utenza così numerosa sono le gravi accuse di scorrettezza mosse da Paul: in particolare, l’imprenditore di Hollywood, ex partner di Stan Lee, il fumettista creatore di Spider-Man, ha citato in giudizio la celebre coppia della politica per il comportamento tenuto in occasione di un evento di fundraising, organizzato dallo stesso Paul a Hollywood e affollato di celebrità, da Brad Pitt a Cher. Paul avrebbe investito nell’evento quasi due milioni di dollari in cambio della promessa, da parte dell’allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, di appoggiare una nuova attività imprenditoriale avviata con Lee, una volta concluso il mandato presidenziale. Promessa mai mantenuta, ma c’è dell’altro: Hillary Clinton avrebbe mentito sulla reale consistenza dei fondi raccolti, avrebbe esplicitamente chiesto a Paul una donazione da 100mila dollari e poi negato di averlo mai fatto, si sarebbe personalmente impegnata nell’organizzazione dell’evento esercitando forti pressioni per il coinvolgimento di alcune celebrità. Abuso di potere e violazione delle regole che governano la campagna elettorale e il fundraising, denuncia Paul, il cui video descrive in una luce diversa fatti che in realtà sono già arrivati di fronte ad un giudice della California. Hillary Clinton è stata formalmente prosciolta, ma la proiezione integrale del video, programmata in diversi college del New England e al Metropolitan Club di New York, non mancherà di metterla di nuovo sotto accusa, questa volta da parte dell’opinione pubblica.
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mercoledì, 31 ottobre 2007, 13:49

E' peloso, cammina a quattro zampe, non ha la coda. Tolte queste poche certezze il curioso animale che Rick Jacobs, cacciatore di Elk County, in Pennsylvania, ha fotografato nell'Allegheny National Forest, è destinato a far discutere. Per il momento ha già scatenato l'entusiasmo di chi crede nell'esistenza di Bigfoot, l'uomo-orso del folklore nordamericano che vivrebbe nelle zone montuose degli Stati Uniti e del Canada. Tra i sostenitori di questa tesi c'è Paul Majeta, membro della Bigfoot Research Organization, cui Jacobs si è rivolto dopo aver scattato accidentalmente la foto con un apparecchio  automatico, solitamente utilizzato per fotografare la fauna selvatica più sfuggente. "Vado a caccia da anni e non avevo mai visto nulla del genere", ha dichiarato il cacciatore, ma Majeta non ha dubbi: si tratta di un esemplare giovane di Sasquatch, altro nome della mitica creatura. Le coordinate precise del luogo in cui sono state catturate le misteriose immagini non sono state rese note, per evitare l'afflusso di centinaia di fan della leggenda di Bigfoot, ma a stemperare l'entusiasmo pensa anche la Pennsylvania Game Commission: interrogato a proposito, Jerry Feaser, portavoce della commissione, ha affermato che la cattura, da parte del personale del parco, di esemplari d'orso con caratteristiche simili a quelle dell'animale fotografato è molto comune. "Non c'è dubbio: si tratta semplicemente di un orso con un grave problema di scabbia", ha concluso Feaser. La Stampa

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mercoledì, 31 ottobre 2007, 13:45
Un terremoto di magnitudo 5,6 ha colpito nella notte un'area rurale a circa 15 chilometri anord est di San Josè, cuore della Silicon Valley californiana. Il sisma, che non ha provocato alcun ferito ma solo lievi danni, è stato avvertito verso le 20 di martedì sera locali (le 5 del mattino di oggi, in Italia) anche dagli abitanti della baia di San Francisco, un'ottantina di chilometri più a nord. Secondo l'edizione on-line del San Jose Mercury News, le linee telefoniche sono saltate in alcune zone di Palo Alto, sede della multinazionale dell'informatica Hewlett-Packard e della famosa università di Stanford. L'epicentro del sisma è stato localizzato in mare a oltre nove chilometri di profondità: gli esperti dell'istituto geologico nazionale ritengono che sia da imputarsi a movimenti della faglia di Calaveras, situata a est di quella di Sant'Andrea, responsabile dei più gravi terremoti che abbiano mai colpito la California.
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mercoledì, 31 ottobre 2007, 13:30
Il caso Blackwater mette di nuovo sotto pressione le autorità americane. Gli investigatori del Bureau of diplomatic security, braccio investigativo del Dipartimento di stato, avrebbero promesso agli addetti alla sicurezza della Blackwater l’immunità nell’ambito dell’inchiesta che dovrebbe accertare il loro ruolo nella sparatoria avvenuta il 16 settembre scorso in Iraq: secondo diversi testimoni, gli agenti avrebbero aperto il fuoco contro un convoglio alle porte di Baghdad senza essere stati provocati e fatto 17 vittime fra i civili iracheni. L’annuncio dell’accordo, che mirerebbe a coprire le responsabilità dei fornitori americani, ha provocato le immediate proteste del governo iracheno, che ha risposto con una sua proposta di legge per eliminare la “licenza di uccidere” delle agenzia civili di sicurezza straniere: “Il consiglio dei ministri ha varato un provvedimento che pone le agenzie non irachene e i loro dipendenti sotto la legge vigente in Iraq”, ha dichiarato Ali al-Dabbagh, portavoce del governo. La legge dovrebbe riguardare circa 180 agenzie di sicurezza americane ed europee, cui fanno capo fra i 25mila e i 48mila dipendenti. Ma è lo stesso Dipartimento di Stato a trovarsi in difficoltà di fronte alla scelta dei propri investigatori: il Bureau of diplomatic security non avrebbe l’autorità per concedere questa esenzione, il cui status legale non è stato del tutto chiarito. Si tratterebbe in realtà di un’immunità limitata: le guardie non dovrebbero essere perseguite per le dichiarazioni rilasciate nell’ambito dell’inchiesta, a patto che esse corrispondano al vero.
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mercoledì, 31 ottobre 2007, 13:29
La schiavitù esiste ancora ed è di casa anche in un luogo insospettabile come Long Island, dove una coppia di miliardari è stata citata in giudizio di fronte a un tribunale federale per aver sottoposto due domestiche ad ogni genere di violenza fisica e psicologica. Per ben cinque anni Mahender Sabhnani, imprenditore nel settore dei profumi, e sua moglie Varsha avrebbero privato del sonno e del cibo le due donne, entrambe indonesiane e identificate come Samirah ed Enung, le avrebbero più volte picchiate e ferite con un coltello e infine costrette a lavorare nude. Ogni errore costava loro massacranti punizioni e, per evitare qualsiasi denuncia e tenere le donne sotto ricatto, i Sabhnani avrebbero confiscato loro passaporto e documenti. La coppia deve inoltre difendersi dall'accusa di aver violato le leggi sull'immigrazione e di aver costruito la propria fortuna pagando al proprio personale salari straordinariamente bassi, di appena 100 dollari la settimana. La vicenda è emersa nel maggio scorso, quando Samirah è fuggita e ha raggiunto un negozio nella zona: allarmato dalle condizioni della donna, che appariva deperita e spaventata, qualcuno ha avvertito la polizia, che in seguito ha perquisito la villa dei Sahbnani a Muttontown. Le raccapriccianti testimonianze delle donne parlano di condizioni di vita disumane, ma i legali della difesa sostengono che le accuse mosse ai Sabhnani siano in parte frutto di una serie di malintesi e in parte una vera e propria invenzione: le domestiche, invidiose della ricchezza dei padroni di casa, avrebbero cercato di vendicarsi trascinandoli in tribunale. Le ferite e le mutilazioni rilevate sul corpo delle due donne sarebbero il risultato dei riti voodoo che le donne praticavano abitualmente, hanno aggiunto gli avvocati dei Sabhnani. La Stampa
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mercoledì, 31 ottobre 2007, 12:38
hepburnGeorge Bernard Shaw ebbe seri dubbi prima di scritturare Katharine Hepburn nel ruolo della donna più ricca del mondo nella sua commedia «La miliardaria », nel 1952. «Penso che sia molto rischioso farle interpretare quella parte — confessò il leggendario drammaturgo irlandese a un’amica —. Pericoloso per l’attore con cui deve fare judo e che probabilmente ucciderà». Shaw si riferiva alla celebre scena del play in cui la miliardaria-Hepburn dimostra la sua straordinaria tecnica di judo in cima ad una ripida rampa di scale, quasi uccidendo l’amante. La lettera fa parte della mostra dedicata all’attività teatrale della grande attrice americana dalla New York Public Library for The Performing Arts del Lincoln Center.

Migliaia di pagine di note, giornali, appunti, lettere e fotografie che offrono uno straordinario viaggio all’interno del mondo privato di una donna che, anche lontano dai riflettori, assomigliava molto ai personaggi forti e volitivi interpretati sullo schermo e che le hanno fatto guadagnare ben quattro Oscar e 12 Nominations. Nella collezione—donata alla Public Library dall’esecutore testamentario dell’attrice, la giornalista di Nightline Cynthia McFadden — l’attrice morta nel 2003 a 96 anni appare determinata e brillante, talvolta prepotente, altera e orgogliosa. Uno degli episodi più divertenti risale al 1951, quando fu arrestata per eccesso di velocità, assieme al suo autista, mentre si recava da Tulsa, in Oklahoma, a Wichita, in Kansas. «Sono stata arrestata da un cretino— scrive la star —. Un poliziotto bello ed estremamente irritante e cafone. Per vendicarmi bucherò tutti i pneumatici delle auto targate Oklahoma che circolano in Connecticut ».

In un’altra nota emerge la sua indole snob di ragazza ricca e di buona famiglia. «Mi sono bruciata la pelliccia di visone sui fornelli e il mio avvocato mi ha detto, dispiaciuto: "Che peccato, deve esserti costata 700 dollari". Confesso di essermi abbassata a rispondergli: "Certo che no, mi è costata 5.500 dollari"». Un biglietto autografo, letto a teatro nel maggio del 1970— tre giorni dopo l’assassinio di quattro studenti della Kent State University da parte dei soldati della Guardia Nazionale — rivela una Hepburn inedita, fortemente politicizzata in senso liberal. «Voi potrete chiamare quei ragazzi ribelli o agitprop — tuonò dopo una performance dell’acclamato musical "Coco", sulla vita di Coco Chanel —. Resta il fatto che erano i nostri ragazzi e siamo responsabili per ciò che gli è successo».

Tra le tante lettere autografe di fan come Henry Fonda, Charlton Heston, Judy Garland e Laurence Olivier, che scrivono alla Hepburn per esprimerle lodi e stima, manca soltanto una voce: quella del suo presunto amante Spencer Tracy. «Questa assenza è molto significativa — spiega William Mann, autore della biografia del 2006 Kate: the woman who was Hepburn —. Dopo la morte di Tracy la Hepburn ha sparso la voce che erano amanti, ma Tracy aveva delle relazioni omosessuali mentre i più importanti amori della Hepburn sono stati con donne. Come l’attrice Laura Harding». Alessandra Farkas
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mercoledì, 31 ottobre 2007, 02:25
Una volta Halloween era la festa della paura soprattutto per i bambini che bussavano alle porte delle case "minacciando" i vicini di casa con la loro «trick or treat song». Ora che i tempi son cambiati la paura si è diffusa anche tra i genitori e le autorità. Da una parte queste ultime cercano di sensibilizzare le famiglie americane sulle misure da adottare per garantire la sicurezza dei loro bambini. Dall'altro Halloween è diventata a tal punto "per adulti" da far scattare in alcuni casi provvedimenti di censura, come in una delle più famose enclave di San Francisco, Castro street, dove la gay parade in scena fin dal '79 è stata ora vietata. L'innocenza dei trick and treaters (i bambini) rimane a fare da propellente all'unico vero significato della ricorrenza, il dio dollaro. Oggi Halloween infatti è nei fatti una gigantesca, attesissima occasione di business. Milioni e milioni di dollari che il mercato americano (e non solo) ha automaticamente diviso in due grandi categorie: Adulti, Bambini.
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mercoledì, 31 ottobre 2007, 02:17

Cleveland, in un filmato inedito i momenti finali del 14enne Asa Coon, che due settimane fa ha sparato a 4 compagni di scuola e si è ucciso.

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mercoledì, 31 ottobre 2007, 02:05
Fermato dalla Corte Suprema federale il boia nel caso di Earl Wesley Berry, un condannato a morte in Mississipi, l'ultimo stato in ordine di tempo che aveva messo alla prova la moratoria di fatto sulla iniezione letale. Il ricorso e' stato accettato a venti minuti dall'esecuzione quando Berry aveva gia' consumato l'ultimo pasto e si preparava a morire. L'appello era l'ultima speranza per il condannato, colpevole dell'omicidio di una donna nel 1987, un delitto per cui non aveva espresso rimorso.
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mercoledì, 31 ottobre 2007, 02:02
Un nuovo appello. Il sedicesimo consecutivo. Anche quest'anno, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha chiesto la revoca dell'embargo americano nei confronti di Cuba. Un voto arrivato quasi all'unanimità: 184 a favore, 4 contrari e un'astensione. La risoluzione, approvata dall'Assemblea presieduta dal macedone Srgian Kerim, non è però vincolante. Il testo ribadisce a Washington «la necessità di porre un termine all'embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba». Una risoluzione di questo tipo viene approvata a larghissima maggioranza dall'Assemblea ogni anno dal 1992. Sedici anni fa erano stati 59 i Paesi a votare per la revoca dell’embargo, mentre l'anno scorso sono stati 183. L'embargo - imposto nel 1962 dall’amministrazione Kennedy dopo il fallito tentativo di invasione dell'isola nella Baia dei Porci - è definito "genocidio" dalle autorità cubane, che affermano sia costato all'isola 89 miliardi di dollari.
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