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Alba a New York


In questa New York ancora gelata dal dolore, l’aspetto più agghiacciante è il silenzio. Si prega anche senza parole, semplicemente stando insieme, come in Union Square, proprio a ridosso dell’apocalisse. Vado sulla prima avenue, al Bellevue hospital, dove arrivano i feriti, diventato il punto d’incontro sponteaneo di chi cerca qualcuno. Cartoline, biglietti, foto, fiori: hanno costruito qwello che chiamano ormai il muro della preghiera che in realta’ è un grande, angosciante monumento alla speranza infinita, purtroppo spesso l’illusione di ritrovare ancora in vita i propri cari. (…) Tra fiaccole e lacrime anche balli, di una forza struggente contro tutte le violenze…. Ma soprattutto canti: disperati, che invocano la pace. Si prega per chi non c’è più ma soprattutto per chi resta. Per il futuro del mondo. (…) C’era il sole anche martedì scorso. Sembrava l’inizio di una giornata bellissima e invece all’improvviso si è scatenato l’inferno, il buio, proprio alle 8,45 come adesso. Le due torri gemelle erano laggiù dove adesso c’è il vuoto. Al panorama fantastico di Brooklyn mancheranno per sempre i grattacieli più alti e forse più belli. (…) Lacrime, rabbia e rovine mentre dall’altra parte a Manhattan dentro il grande cratere si continua a scavare, anche con le mani, centimetro per centimetro per per cancellare almeno i segni del disastro. Ma ci vorrà molto tempo. (…) La vedo male perche’ gli americani sono realmente sul piede di guerra. La sensazione è palpabile girando nella rabbia di New York, attraversando il dolore. La metropoli piu’ gioiosa e trasgressiva del pianeta è diventata (anche fisicamente) un enorme, straziante mausoleo. Tutte le pareti sono piene di foto e cartelli a lutto, tutte le piazze sono invase dai lumini. E ci sono ancora feriti e lavoro per togliere quella massa spropositata di rovine. Il fumo ancora non e’ sparito e ti entra dentro. I "padroni del mondo" si sentono improvvisamente indifesi e questo mi spaventa.
New York, settembre 2001
Quelli dell'11 settembre


L’operazione è partita di fatto il 28 maggio, quasi quattro mesi prima della strage. Base iniziale dei terroristi la Florida, nell’ultima fase Boston. Tutto ruota intorno alla figura di Mohammed Atta, 33 anni, almeno altri cinque nomi conosciuti, di origini kuwaitiane ma con passaporto saudita. Arrivato per la prima volta negli Stati Uniti nel maggio del 2000. Ha sicuramente fatto un paio di viaggi in Europa, a Barcellona e Praga, dove avrebbe incontrato estremisti islamici irakeni e sauditi. Poi si è trasferito per otto mesi in Germania, dove si è laureato in architettura urbana. Il 2 maggio di quest’anno e’ tornato negli Stati Uniti. Ha preso un brevetto di volo e una patente di guida con identità egiziana. Di carattere violento ha aggredito uno sceriffo in Florida ma non si è mai presentato davanti alla corte. Gli investigatori hanno ricostruito comunque da allora tutti i suoi movimenti e quelli del gruppo suicida. Un’attività sincronizzata attraverso 45 email in inglese e arabo spedite da biblioteche pubbliche e alcuni incontri in motel. L’ultima fase dell’operazione è scattata il 6 agosto. Atta noleggia un’auto a Pompano Beach, in Florida. Il 15 agosto noleggia una seconda auto. Il 25 agosto i dieci dirottatori cominciano ad acquistare i biglietti aerei presso l’American airlines e la United airlines. Acquistano due biglietti al giorno con carta di credito e una volta in contanti. Il 6 settembre Atta è visto girare in auto fuori l’aeroporto Logan. Il commando si è trasferitopoi a Boston. Il 10 settenbre dormono a gruppi di due in vari motel del Massacchussettes. Mohammed Atta dorme a Portland in Maine. All’alba prende l’aereo per Boston ed è ripreso da una telecamera. E’ l’ultimo passaggio prima di salire sul volo n.11 che guiderà contro le torri di New York.

Per tre giorni sono stato a Boston, da dove sono partiti i due aerei carichi dell'odio dei terroristi che poi hanno frantumato le torri gemelle. E mi sono meravigliato di due aspetti che forse spiegano l'apocalisse. L'aeroporto Logan e' ancora un colabrodo. Ho trovato tracce pesanti di Bin Laden dappertutto. Sono stato nella strada dove viveva la madre (la strada e' tutta sua) e nel palazzo dove abitavano due fratelli. Per capirci: il nemico gli Stati Uniti l'hanno sempre avuto in casa senza saperlo. E probabilmente lo hanno ancora.
Boston, settembre 2001
Area 51
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Stati Uniti


Gli Stati Uniti d'America sono una repubblica federale democratica dell'America Settentrionale. Confinano a nord con il Canada e a sud con il Messico, mentre ad est e ad ovest sono bagnati rispettivamente dall'Oceano Atlantico e dall'Oceano Pacifico. Le acque territoriali dell'Alaska confinano con la Russia (Stretto di Bering). Già economicamente molto sviluppati alla fine del XIX secolo, dopo la seconda guerra mondiale sono diventati una superpotenza economica, militare e culturale, la prima nel mondo per prodotto interno lordo.

Gli Stati Uniti d’America sono una repubblica federale di tipo presidenziale, che si estende nel continente nordamericano fra il Canada a Nord e il Messico a sud per 9.372.614 Km quadrati con 248.709.873 abitanti, La capitale è Washington, altre città importanti sono New York, Chicago, Los Angeles, Filadelfia ecc.L’unione è formata da 50 stati di cui 49 continentali e 1 insulare, l’arcipelago delle Hawaii. Altri territori legati agli USA con status particolari sono: Portorico, le isole Vergini Americane, Guam, le Samoa Americane od Orientali, le Marianne Settentrionali, le Marshall, le Cardine Orientali e altre isole del Pacifico.

Il sostantivo "America" deriva dal nome dell'esploratore italiano Amerigo Vespucci, che per primo riconobbe di essere di fronte a un nuovo continente, e non, come si credeva, ad alcune isole asiatiche. La prima volta che comparve il nome "America" fu nella Cosmographiae Introductio, pubblicata nel 1507 dal cartografo tedesco Martin Waldseemüller, che propose di dare al "nuovo continente" il nome di Vespucci. Inizialmente il nome "America" fu utilizzato per il Sud del continente. Successivamente venne esteso anche alla parte Nord. Ma fu Benjamin Franklin, mediante fitti rapporti epistolari con personalità di ogni classe, a diffondere la parola americani (parola individuante un unico popolo), così da renderla d'uso comune.

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venerdì, 27 giugno 2008, 14:31
Con una sentenza attesa da un anno, la Corte Suprema statunitense ha dichiarato incostituzionale un divieto di possedere armi che nella capitale Washington era in vigore dal 1976. Con un verdetto raggiunto per un solo voto, 5 giudici contro 4, la Corte ha appoggiato una sentenza precedente che aveva messo fuorilegge il divieto, prima del ricorso delle autorità locali di Washington, confermando il diritto di possedere armi da fuoco per uso personale. Si tratta della prima decisione che la Corte prende sulla questione dal 1939, e dà una nuova interpretazione al Secondo emendamento della Costituzione statunitense, secondo cui “una milizia ben regolamentata, necessaria alla sicurezza di uno stato libero, non dovrebbe vedersi negato il diritto di possedere e portare con sé delle armi”. Il giusto significato da dare a questo articolo ha prodotto un dibattito attivo da decenni, tra i sostenitori delle armi libere per tutti e chi vorrebbe invece limitare il diritto a possederle. La sentenza della Corte potrebbe ora avere un peso decisivo nell'indirizzare questo dibattito negli Usa. Altre restrizioni simili attive in altre città potrebbero essere cancellate perché contrarie allo spirito della sentenza della massima autorità giudiziaria. 
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sabato, 24 maggio 2008, 23:25
Compra un auto, avrai in regalo una pistola. Non è il simpatico scherzo di qualche buontempone, ma la singolare campagna promozionale promossa fino alla fine del prossimo giugno da Max Motors, una piccola concessionaria di automobili di Butler, cittadina statunitense nello stato del Missouri. Coniugando due passioni americane, le auto e le armi, la Max Motors ha visto in quest'ultima settimana quadruplicare le vendite di veicoli e incrementare di conseguenza il proprio fatturato. Corriere.it
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martedì, 04 marzo 2008, 15:45
I cadaveri di quattro adulti e due bambini sono stati ritrovati dalla polizia in un'abitazione a Memphis nel Tennessee (sud degli Stati Uniti). Nella casa sono stati ritrovati anche tre altri bambini in condizioni estremamente critiche, immediatamente ricoverati. La causa del decesso non è ancora chiara, ma la polizia pensa a un omicidio di massa. Le vittime sono due donne e due uomini, tra i 20 e 30 anni, e due bimbe con meno di 5 anni, che vivevano insieme in un'unica villetta a Binhghamton, un quartiere alla periferia della città. Tutti i bambini avevano meno di 12 anni (quelli ricoverati, in particolare, 10 mesi, 4 e 7 anni). Le vittime hanno ricevuto un colpo d'arma ad fuoco, tranne almeno un bimbo che è stato pugnalato. Secondo il giornale locale Commercial Appeal, la macabra scoperta è stata fatta da un vicino della famiglia, che ha chiamato la polizia quando si è accorto che nessuno gli veniva a aprire la porta. Repubblica.it
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venerdì, 15 febbraio 2008, 01:31

Strage di San Valentino in un campus universitario dell'Illinois: un ex studente armato con due pistole ed un fucile ha ucciso almeno cinque persone durante una lezione in un'aula affollata della Northern Illinois University per poi togliersi la vita. Altri 16 studenti sono rimasti feriti, alcuni gravemente. Il giovane, bianco e magro, vestito di nero, è entrato verso le tre del pomeriggio di giovedì da una porta secondaria in un'aula della Cole Hall dove stava per terminare una lezione di geologia. «Non ha detto una parola. È salito sul podio dove si trovata l'insegnante ed ha aperto il fuoco verso gli studenti - ha raccontato un testimone -. Ha sparato in rapida successione, con calma mentre nell'aula esplodevano il caos e il terrore». Corriere.it  Una scia di sangue

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sabato, 09 febbraio 2008, 14:06
missouri
Voglio solo elencare dei fatti. In un mese negli Stati Uniti ci sono state 35 vittime di quella che in genere si definisce follia. Le ultime otto oggi, nel Missouri e in Louisiana. Gli assassini sono di tutte le età e hanno colpito dappertutto: in chiesa, in un centro commerciale, in un campus, in municipio, al ristorante. Finendo vittime della loro stessa violenza. L'unico dato che accomuna episodi così distanti è che sono avvenuti tutti nella provincia americana. Non c'è un episodio, fra gli ultimi, che riguardi grandi città, ma tutti sono avvenuti in piccoli centri dove ci si dovrebbe conoscere tutti e dove una volta si credeva che la qualità della vita fosse superiore. Un dato che somiglia straordinariamente ai nostri episodi più tragici, tutti in provincia. Non ho risposte, a malapena riesco a fare domande. Perchè? Frutto della noia, della violenza di questa società, del proliferare di armi, della disperazione? Se è vero che la nostra cultura è sempre più figlia di quella americana, certamente c'è da preoccuparsi. E fare marcia indietro.
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sabato, 09 febbraio 2008, 14:02
Quelle del Louisiana Tech a Baton Rouge sono le ultime vittime di una lunghissima serie di stragi che hanno insanguinato le scuole e gli atenei statunitensi. Questi alcuni precedenti:

1 agosto 1966 (Austin, Texas): Charles Whitman apre il fuoco dal tetto del campus della University of Texas uccidendo 15 persone e ferendone 31.

30 dicembre 1974 (Olean, New York): un diciottenne si barrica nella classe del suo liceo e apre il fuoco sulle persone all'esterno uccidendone tre e ferendone 11.

1 novembre 1991 (Iowa City, Iowa): uno studente spara a sei persone uccidendone cinque, tra cui tre professori, prima di suicidarsi.

1 maggio 1992 (Olivehurst, California): un 20enne prende in ostaggio alcuni suoi ex compagni di scuola nel suo vecchio liceo. Ne uccide poi quattro e ne ferisce 10.

19 febbraio 1997 (Bethel, Alaska): un giovane armato con un fucile a pompa calibro 12 uccide il preside del suo liceo e uno studente, e ne ferisce altri due.

1 ottobre 1997 (Pearl, Mississippi): un 16enne, dopo aver accoltellato a morte la madre a casa, con una carabina va a scuola dove uccide la ex fidanzata e una sua amica e ferisce altri sette studenti

21 maggio 1998 (Springfield, Oregon): un ragazzo apre il fuoco nel suo liceo uccidendo due studenti e ferendone altri 25. A casa gli agenti trovano il corpo senza vita del padre, che il ragazzo aveva eliminato prima di compiere la strage a scuola.

20 aprile 1999 (Denver, Colorado): alla Columbine High School, due studenti, il 18enne Eric David Harris e il 17enne Dylan Bennet Klebold aprono il fuoco e uccidono 12 studenti e ne feriscono 24, per poi suicidarsi.
29 febbraio 2000 (Mount Morris Township, Michigan): un bambino di sei anni uccide un coetaneo con una pistola rubata allo zio.

5 marzo 2001 (Santee, California): un 15enne uccide due studenti e ne ferisce altri tredici nel suo liceo con una calibro 22.

21 MAR 2005 un ragazzo di 16 anni uccide il guardiano e poi spara su compagni e insegnanti del liceo, nella riserva indiana Chippewa di Red Lake (Minnesota). Uccide sei persone e ne ferisce 14 prima di suicidarsi. Prima dell'incursione nella scuola, il ragazzo aveva ucciso suo nonno e la sua compagna.

2 ottobre 2006 (Paradise, Pennsylvania): un folle di 32 anni prende in ostaggio delle bambine in una scuola Amish e ne uccide cinque.

16 aprile 2007 a Blacksburg, in Virgina, uno studente ventitreenne nato in Corea del Sud compie una strage nel campus universitario di Virginia Tech uccidendo 32 persone, in gran parte studenti, e poi si suicida.

8 febbraio 2008 a Baton Rouge una giovane apre in fuoco in una classe del Louisiana Tech uccidendo due studentesse e poi si toglie la vita.
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sabato, 09 febbraio 2008, 00:30
Sono tre, tutte studentesse, le vittime della sparatoria avvenuta oggi in un campus della Louisiana. Lo ha confermato la polizia, precisando che le ragazze uccise sono due studentessa e la stessa sparatrice, che si è uccisa.La polizia di Baton Rouge ha riferito che la sparatoria è avvenuta in una classe del Louisiana Technical College. La ragazza, che si ritiene sia una delle studentesse del campus, ha fatto irruzione in una delle classi al secondo piano dell'edificio e ha sparato alle due compagne mentre erano sedute ai loro posti. Poi si è sparata.
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venerdì, 08 febbraio 2008, 10:43

missouri

Un uomo ha aperto il fuoco e ucciso cinque persone, ieri sera, al municipio di Kirkwood, un sobborgo di St. Louis, nel Missouri, prima di venire a sua volta ucciso. Lo hanno riferito media locali. Il killer, secondo il 'St. Louis Post-Dispatch' ha prima ucciso un poliziotto di guardia fuori dall'edificio, poi è entrato, sparando a un altro agente e uccidendolo. All'interno del municipio, ha riferito un agente di polizia citato dal quotidiano, l'uomo "ha poi sparato a tre persone che partecipavano a una riunione del consiglio. Anche queste sono morte". La polizia ha in seguito annunciato di aver ucciso lo sparatore. Sotto i colpi del killer è rimasto ferito anche il sindaco Mike Swoboda, colpito alla testa e le cui condizioni sono critiche. Testimoni hanno riferito che lo sparatore era un fornitore locale che aveva avuto divergenze con il Comune in passato ed era stato arrestato due volte per aver interrotto riunioni del consiglio nel 2006. La tv locale Kmov ha intervistato il fratello del sospetto aggressore, identificato in Charles Thornton, 52 anni. "Mio fratello - ha detto Gerald Thornton - è andato alla guerra questa notte contro la gente e il governo che gli rendevano la vita un tormento e una lotta e l'ha fatta finita". Kirkwood è un sobborgo residenziale di St. Louis a circa 24 km dalla città. Ansa

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domenica, 03 febbraio 2008, 01:44
chicagoCinque donne sono state uccise in una sparatoria avvenuta in un centro commerciale di un sobborgo di Chicago. Teatro dello scontro a fuoco il negozio di Lane Bryant nel centro commerciale Brookside Marketplace, a Tinley Park. Un uomo è fuggito e viene attivamente ricercato. Le donne uccise si trovavano nel negozio di abbigliamento femminile al momento della sparatoria, ma non è ancora chiaro se fossero commesse o clienti. La polizia ha ricevuto una chiamata intorno alle 10.45 ora locale, in cui si parlava di numerose vittime all'interno dell'esercizio commerciale. Secondo alcune fonti, all'origine della tragedia ci sarebbe un tentativo di rapina ma gli inquirenti non escludono nessuna possibilità. "Gli agenti sono entrati nel negozio e hanno trovato i corpi di alcune persone uccise a colpi di arma da fuoco", ha riferito T. J. Grady, sergente della polizia di Tinley Park. "Non è chiaro quale sia stato il movente", ha aggiunto. All'arrivo della polizia, il responsabile si era allontanato facendo perdere le sue tracce. Sull'area si è levato in volo un elicottero, e unità della polizia locale si sono subito attivate per dare la caccia al pluriomicida. La zona è stata isolata e le autorità hanno diffuso l'identikit di un individuo sospetto. Si tratterebbe di un afroamericano che indossava un giaccone nero, un cappello di lana e un paio di jeans scuri. Repubblica.it
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venerdì, 25 gennaio 2008, 01:11

A Orlando, negli Stati Uniti, un ragazzino di dieci anni è stato beccato con un coltello sullo scuolabus. Il giorno prima aveva fatto la lista dei compagni cattivi. Christopher è un discolaccio: qualche tempo fa era entrato a scuola con una pistola giocattolo. Le televisioni americane ci stanno sguazzando: in tutti i notiziari, oltre al cognome, è diffusa la sua foto. Manco fosse l'ultimo attentatore ricercato delle Torri. Nonostante tutto in Italia siamo ancora più civili. Da noi, vivaddio, c'è ancora rispetto per i minori. Diffondere in tutto il Paese le sue imprese da scugnizzo significa rovinarlo per sempre. Una barbarie. E un popolo che già butta a mare il futuro. A quell'età non può essere un criminale: se lo diventa non è colpa sua, ma di una società malata e violenta. Che non rispetta nessuno.

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domenica, 30 dicembre 2007, 21:14
Una discussione sul conto presentatogli al ristorante, esce 'sbattendo la porta', ma torna impugnando una pistola, spara, uccide un cliente e ferisce un dipendente del locale. E' successo a Knoxville, in Tennessee, e teatro della tragedia è 'Hooters', la catena di ristoranti in America nota per l'avvenenza delle sue cameriere rigorosamente giunoniche.  Stacey Sherman, 35 anni, del Michigan, è morto in ospedale. Kris Key, di 25 anni, manager del ristorante, anche lui colpito dagli spari, si salverà e le sue condizioni in un primo momento gravi sono in via di miglioramento, si legge sul sito online Knoxville News Sentinel. E intanto la polizia dà la caccia all'uomo che è fuggito senza lasciare traccia, anche se, stando alla descrizione fornita dai testimoni, i 'segni particolari' non mancano: è bianco, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, gli mancano i quattro denti centrali, quando si è recato da Hooters nella tarda serata di venerdì aveva barba incolta e capelli raccolti in una coda, portava numerosi piercing e orecchini oltre ad un anello per ogni dito e alcune collane. L'identikit è stato diramato ed è stato attivato un numero verde per segnalazioni.
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giovedì, 27 dicembre 2007, 09:55
Strage di Natale in una casa vicino Seattle: una ragazza di 29 anni avrebbe ucciso sei membri della sua famiglia, compresi due bambini piccoli, secondo quanto riporta il 'New York Times' online. I cadaveri sono stati scoperti ieri in una casa di Carnation, 30 chilometri da Seattle, ma la loro uccisione a colpi d'arma da fuoco, secondo i primi accertamenti, risale al 24 dicembre. I morti, che attraversano tre generazioni di una stessa famiglia, sono un bambino di tre anni, una bambina di sei, un uomo e una donna sulla cinquantina e un'altra coppia sulla trentina. I corpi sono stati trovati all'interno della casa e nel giardino. "Non abbiamo ancora un movente, ma le persone sospettate conoscevano le vittime", ha spiegato John Urquhart, portavoce dello sceriffo della contea di King, che ha aggiunto che la donna arrestata viveva probabilmente nella casa dov'é avvenuto il massacro. Secondo il 'New York Times', che cita l'agenzia Ap, un funzionario di polizia ha rivelato che i sospettati arrestati sono Michele Anderson, 29 anni, figlia del padrone di casa ucciso nella strage, un ingegnere della Boeing, e il suo fidanzato Joseph McEnroe. I due, che secondo la Cnn non hanno confessato, sono stati fermati per essere tornati ieri sulla scena del delitto mentre si stavano compiendo gli accertamenti: "Non so cosa li abbia portati lì", ha detto il portavoce dello sceriffo, Urquhart. La strage, rivela la Cnn, è stata scoperta da un collega del padrone di casa, venuto a controllare perché l'uomo non si fosse presentato al lavoro e fosse irrintracciabile. Ansa.it
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venerdì, 14 dicembre 2007, 00:26
Quattro morti e 4 feriti negli Usa in due episodi avvenuti prima in un centro missionario e poi in una chiesa in Colorado. Non è ancora chiaro se i due episodi sono collegati, ma si pensa che l'assassino sia lo stesso uomo, poi ucciso da un dipendente della chiesa evangelica durante la seconda strage. Nel primo episodio, secondo la polizia, lo sparatore si era presentato nel dormitorio del centro mentre si stava svolgendo una festa di Natale e quando gli è stato detto che non poteva fermasi per passare la notte ha sparato uccidendo due impiegati (Tiffany Johnson, 26 anni, e Philip Crouse, 23,) del centro «Gioventù con una missione», alla periferia di Denver. Altri due giovani di 22 e 23 anni sono rimasti feriti. L'assassino sarebbe stato un uomo bianco di circa vent'anni simile all'autore della seconda strage poi ucciso. La chiesa della Nuova vita venne fondata dal reverendo Ted Haggard, presidente dell'Associazione nazionale evangelica, che un anno fa fu caccianto quando un uomo confessò di aver avuto con lui relazioni sessuali a pagamento per tre anni. Nel secondo scontro a fuoco un uomo armato, vestito con un impermeabile nero e munito di fucile, ha fatto irruzione nella navata principale della chiesa poco dopo le 13 locali e ha aperto il fuoco, ha detto Myers, il capo della polizia locale. Il culto delle 11 stava per finire e centinaia di persone si trovavano in chiesa. Quando la polizia è arrivata, il presunto killer era stato ucciso da un membro della squadra di sicurezza della chiesa. «Una dipendente molto coraggiosa ha probabilmente salvato numerose vite» ha detto Myers. Il bilancio finale è di due morti, tra cui l'assassino, e 4 feriti.
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mercoledì, 12 dicembre 2007, 09:58
Sei studenti sono stati feriti a Las Vegas scendendo da uno scuolabus e uno di loro è in fin di vita. Due persone sono ricercate per la sparatoria, ha dichiarato il portavoce della polizia Bill Cassell. I sei feriti sono stati portati all' University Medical Center: uno dei ragazzi è molto grave. La sparatoria è avvenuta in un quartiere senza particolari problemi di ordine pubblico. Sarebbero stati sparati otto colpi di arma da fuoco, secondo un testimone. La polizia ha bloccato il traffico in tutta la zona. Lo scuolabus aveva lasciato la Mojave High School, un istituto con 2.300 studenti, un terzo dei quali ispanici, un terzo neri e circa un quarto bianchi. La scuola dovrebbe riaprire regolarmente domani ma con addizionali servizi di sicurezza. L'incidente di Las Vegas ha fatto seguito ad altre due sparatorie di alto profilo degli ultimi giorni: quella della chiesa del Colorado i cui un ragazzo ha ucciso quattro persone prima di togliersi la vita, e l'altra nello shopping mal di Omaha in Nebraska che ha fatto otto morti oltre allo sparatore suicida.
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giovedì, 06 dicembre 2007, 04:40

Ancora una strage negli Stati Uniti. Otto persone sono state massacrate a colpi d'arma da fuoco all'interno di un centro commerciale Westroads, ad Omaha, in Nebraska, da un uomo che ha aperto il fuoco tra la gente che affollava lo shopping center per gli acquisti natalizi. Il folle, vestito con una mimetica militare, si è poi ucciso sparandosi. Nel bilancio della follia omicida esplosa improvvisamente nel centro commerciale ci sono anche diversi feriti. La strage è avvenuta nel negozio di accessori e abbigliamento della catena Van Maur, che si trova in un terrazzo al terzo piano del centro commerciale. Gli agenti stanno dando la caccia a un altro uomo che ritengono sia coinvolto nella sparatoria. Il centro commerciale è stato chiuso. Le tv locali hanno mostrato le immagini di decine di clienti e impiegati dei negozi del Westroads che uscivano dal centro con le mani alzate, mentre molti altri sono rimasti bloccati dentro ai negozi. Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, aveva tenuto un discorso in mattinata a Omaha, poi aveva lasciato la città qualche ora prima della sparatoia.

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giovedì, 01 novembre 2007, 22:47

Linda Stein, al centro, tra Joey Ramone (a sinistra) e David Bowie in un party a New York negli anni settanta in una foto pubblicata dal New York Times

Massacrata nel suo lussuosissimo appartamento, sulla Quinta Strada di New York. Linda Stein, 62 anni, è stata ritrovata martedì notte, ormai cadavere, dalla figlia e un’amica. Era un volto noto, anzi, una vera e propria potenza, del jet set di Manhattan. Fan, manager e promoter. E soprattutto agente immobiliare di decine e decine di star della musica, del cinema e dello show business della Grande Mela. Un personaggio influente, capace di recitare un ruolo nel lancio del punk sulla scena newyorchese - grazie anche al marito Seymour Stein, fondatore della Sire Records e «scopritore» dei Ramones - e di ispirare persino un personaggio nel celebre film Wall Street: l’agente immobiliare interpretato da Sylvia Miles che cerca di piazzare un appartamento allo yuppie Charlie Sheen era ispirato a lei al cento per cento. Il corpo della donna è stato ritrovato nel salone, in una pozza di sangue, con una profonda ferita sulla nuca. Indossava una felpa con cappuccio, che le ricopriva il capo. Il condominio dove vive la Stein è pieno di telecamere e il personale di sicurezza presidia gli ascensori e la lobby. In casa non mancava nulla. E non c’erano segni di effrazione. Per questo gli investigatori non pensano a una rapina, ma a una lite sfociata in tragedia con una persona ben conosciuta dalla Stein. Corriere.it

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