
Effetto ottico di un temporale che sta arrivando a Lexington, nel Massachusetts
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Succede, in America
Comunque il centro del mondo
PINO SCACCIA
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Effetto ottico di un temporale che sta arrivando a Lexington, nel Massachusetts
Una pattuglia delle Red Arrows, le frecce rosse, il gruppo acrobatico della British Royal Air Force, punta sulla Statua della Libertà, a New York, nel corso di un'esibizione nella baia in occasione della prima visita ufficiale del team nella Grande Mela. Stavolta ha scelto la sede del New York Times: Alain Robert, l'uomo che scala palazzi come se fosse l'Uomo Ragno, ha portato a termine la sua nuova impresa, arrampicandosi sull'edificio del celebre quotidiano americano disegnato da Renzo Piano. Una scalata a mani nude e senza alcuna protezione. L'arrampicatore francese, che nella sua carriera ha affrontato il Golden Gate Bridge e la Tour Eiffel, ha organizzato la sua "scalata" in occasione del "World Environment Day". Robert aveva infatti avvisato i giornalisti di voler «richiamare l'attenzione sul riscaldamento globale dal momento che questo è uno dei maggiori problemi del nostro tempo». Una volta raggiunta la cima, ha salutato sollevando entrambe le braccia la folla di spettatori ai suoi piedi, ma è stato subito arrestato dalla polizia che lo attendeva sulla vetta del palazzo. Aggrappandosi alle parti in lattice della facciata, ha scalato la parete senza protezioni, con solo gesso nelle mani e delle scarpe da climbing. All'altezza del decimo piano, Robert ha posizionato uno striscione con la scritta: «Il riscaldamento globale uccide ogni settimana più persone dell'11 settembre». Video
Quando hanno estratto il suo biglietto, Elaine Fulps non stava più nella pelle. Ma la donna, una texana di Arlington di 60 anni, sorteggiata tra i tifosi che avevano assistito ad una partita di baseball, spera di non dover ritirare il premio molto presto. In palio, infatti, c'era un funerale e la condizione per ottenere la vincita è quella di morire. "Ho rischiato di crepare molte volte - ha commentato con ironia la Fulps, che era tra gli spettatori del Gran Prairie Airhogs, un torneo di baseball di livello minore - Ma Dio mi voleva ancora in giro per una ragione: vincere un funerale". La donna, che indossava un vistoso collare medico, ha spiegato di avere subito 20 operazioni chirurgiche a causa di vari problemi di salute. Il premio, finanziato dall'agenzia di pompe funebri Oak Memorial Gardens, consiste in un funerale del valore di 10mila dollari. Unica condizione: la vincitrice dovrà passare a miglior vita entro trent'anni. segue
Attenti a quel cartellone pubblicitario elettronico, è una spia. Questo il messaggio trasmesso ieri dal New York Times ai suoi lettori a proposito delle nuove reclame stradali di Manhattan. I nuovi cartelloni elettronici, ammonisce il giornale, vi fotografano. Peggio, vi analizzano per determinare la vostra età, il vostro sesso, il vostro vestito e, possibilmente, il vostro portafoglio, oltre che i vostri gusti. Emandano il tutto a una banca dati che dal vostro aspetto e atteggiamento deduce se la reclame sia efficace o no. «La banca dati giura che non tiene le vostre foto né vi scheda, ma c’è da fidarsi?», si chiede il New York Times. A trasformare il tradizionale, innocuo cartellone pubblicitario in un Grande fratello è una macchina fotografica con computer nascosta al suo interno. Chi si ferma a guardare la reclame viene ritratto e classificato: un'agiata signora di mezza età, un anziano pensionato, una ragazzina dispettosa e così via. La macchina registra anche altri dati: quanto tempo uno sosta davanti al cartellone, che espressione ha. In genere, i nuovi cartelloni elettronici attirano i passanti perché trasmettono brevi video, come la tv e Internet. Corriere.it
![]() Raduno con parata, a Washington, per lo storico gruppo di motociclisti 'Rolling Thunder' Le abitanti di Bonney Lake, nello stato di Washington, si scagliano contro una catena di caffè con cameriere giovani e discinte. Il comune sta valutando l'ipotesi di proibire per legge questo tipo di locali. Ma i gestori si difendono: "E' come prendere una bibita in spiaggia". Video E' uno dei viadotti più famosi e celebrati del mondo e proprio questo mese festeggia i suoi 125 anni di vita. Per onorare il ponte di Brooklyn le autorità newyorkesi hanno promosso un denso programma di iniziative e di appuntamenti festaioli. Tra le novità, una speciale scenografia realizzata con un nuovo sistema di illuminazione e una ricca agenda di concerti, letture, dibattiti, proiezioni cinematografiche e appuntamenti per le famiglie.
I tradizionali 'six feet under', due metri sotto terra, agli americani sembrano proprio non bastare più e da qualche tempo si è scatenata la corsa alla sepoltura alternativa. In Florida, ad esempio, è stato creato un enorme camposanto sommerso, in grado di ospitare i resti di 125 mila persone. Il Neptune Memorial Reef (dove reef sta per barriera corallina), interessa un'area di sessanta ettari a poco più di 3 miglia di distanza dalla costa di Miami. La barriera corallina artificiale è la riproduzione di una città perduta, con colonnati, strade e archi. Chi vuole riposare qui, viene cremato e le sue ceneri sistemate in una delle parti della struttura. Una collocazione semplice costa circa 1.500 dollari, mentre per un posto all'interno di un leone di bronzo si può arrivare a spendere qualche migliaio di dollari. I subacquei studieranno l'ecosistema che si formerà nel sito, in accordo con la Neptune Society. Foto
Una seconda corsa all’oro è iniziata a Los Angeles e a Beverly Hills, la corsa all’oro nero, il petrolio. Vicino alle case e ai palazzi dei divi di Hollywood, vengono sfruttati pozzi vecchi e trivellati pozzi nuovi. Li nascondono finte facciate di condomini, musei e via di seguito. Un pozzo si trova addirittura nel campus del liceo di Beverly Hills, un altro lungo Pico street, una delle grandi arterie cittadine. Nel primo trimestre dell’anno scorso, riferisce Usa today, furono riaperti 50 pozzi, nel primo trimestre di questo anno ne sono stati riaperti 129. Complessivamente nella Contea di Los Angeles e nelle sue acque ve ne sono ben 3.164 in attività, con una produzione media annua di 27 milioni di barili, un numero destinato ad aumentare. Corriere.it
Era poco più di un lumino, donata da un benefattore civico per aiutarli a trovare le lanterne a petrolio nel buio e da allora non si è più spenta. Brilla, se il verbo non fosse eccessivo, da un milione di ore, fioca ma fedele come una lampada votiva perennemente illuminata per attenuare la paura del buio di un'America che oggi la venera come il totem delle proprie speranze. La parabola della lampadina immortale è molto più di un incredibile - ma vero - record da Guinness dei Primati, dove infatti è debitamente registrata, o un "freak", una bizzarria da museo delle stranezze. Prodotto da una società dell'Ohio in concorrenza con Thomas Edison, la Shelby, quel bulbo di vetro soffiato con un filamento di carbonio all'interno spesso come una matita, è una preghiera laica, una candela che la nazione accende nei momenti di incertezza, e che guarda come al piccolo segno della continuità e della speranza. Viene puntualmente e periodicamente riscoperta, dai giornali, dalle radio, dalle televisioni, sempre quando la nazione attraversa momenti di difficoltà collettiva, di incertezza economica, di guerre amare, per rincuorarsi. I nostri ragazzi muoiono al fronte, le case sono pignorate, le banche rischiano di saltare, ma se la lampadina dei pompieri continua a funzionare, passerà anche questa notte, come tutte le altre. Sta appesa, con un filo di 60 centimetri, al soffitto della caserma al numero 4555 di East Street, a Livermore, località che il mondo ha sentito nominare perché ospita i laboratori di ricerca delle più sofisticate armi per le guerre del futuro e dunque racchiude, come fra parentesi ironiche, lo ieri e il domani della tecnologia. Fu celebrata negli anni '70, uno dei decenni più amari del dopoguerra americano, da un giornalista della Cbs, Charles Kuralt, un reporter che aveva abbandonato guerre, politica e catastrofi per dedicarsi alle "minimalia", alle piccole storie della vita, e spiegava che "dietro ogni finestra illuminata, c'è una storia umana dal raccontare". Repubblica.it
New York. Sul prato al centro di Bryant Park decine di persone si godono il sole e il tepore di una bella giornata quasi estiva a Manhattan.
Alcuni "guru" della finanza americana fanno previsioni catastrofiche sull'evoluzione della crisi scatenata dai "subprime" immobiliari; altri, in America e in Europa, usano toni meno drammatici e prevedono che al massimo entro un anno la tempesta si placherà e rivedremo il sereno. Nessuno può giurare sull'una o sull'altra tesi, le scommesse fanno parte del gioco e del funzionamento del mercato, ma bisogna esser ben consapevoli che si gioca a testa o croce, o al rosso e nero: cinquanta per cento di probabilità di vincere o di perdere. Ciò premesso, ribadirò quanto scrissi nel giugno dell'anno scorso di fronte ai primi segnali dell'uragano: questa non è una crisi come le altre, non si limita ad un settore geografico del pianeta ma lo coinvolge tutto, non ha soltanto carattere finanziario ma dilaga nell'economia reale e intacca inevitabilmente i cosiddetti "fondamentali", cioè gli elementi di fondo che sorreggono l'economia. Merita quindi d'esser chiamata "grande crisi", definizione fin qui riservata a designare quella che cominciò a Wall Street nel 1929, si diffuse in Europa nel 1931 e non cessò di incombere sull'intero pianeta fino allo scoppio della guerra del 1939, nonostante che nel frattempo ci fosse stato il "New Deal" rooseveltiano e i fascismi europei. Siamo dunque di fronte ad una grande crisi. Forse sbollirà tra un anno, forse si aggraverà ancora di più e si prolungherà. Forse intaccherà le strutture portanti del capitalismo e della democrazia oppure - a tempesta passata - tutto tornerà come prima. Ma a quest'ultima ipotesi, francamente non credo. Eugenio Scalfari Repubblica.it
Per aver inscenato una singolare protesta contro la pausa pranzo troppo breve, 29 studenti di una scuola di Readington, in New Jersey, che hanno deciso di pagare il loro pasto in refettorio solo con monetine da un cent, presentandone alla cassa quasi 6.000, si sono visti comminare due giorni di carcere. Lo si legge sul sito della tv online della Cbs. "Il tutto cominciò come uno scherzo, poi tutti gli altri hanno cominciato a dire che stavamo protestando per com'era corta la pausa pranzò, ha raccontato Alyssa Concannon, una studentessa citata dal sito 'wcbstv.com'. Ogni studente ha portato 20 monetine che, moltiplicato per 29 fanno qualcosa come 5.800. Ma alle cassiere della mensa scolastica non deve essere sembrato divertente. E per contare i soldi è stato interrotto il servizio e gli altri studenti hanno dovuto saltare il pasto. La bravata è costata a tutti i 29 studenti ben due giorni di detenzione. "Non credo che la detenzione sia ingiusta", dice Wendy Hunt, la mamma di uno dei 29, tornati a scuola dopo il carcere come eroi. Tuttavia, ammette mamma Wendy, "un po' mi sento fiera di loro...Penso che la comunicazione sia cruciale". "Ci sono modi di esprimersi che non creano disagio agli altri ragazzi e non mancano di rispetto al personale" della mensa, dice dal canto suo il sovrintendente alle scuole di Reagington, citato dal sito. Ansa.it
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