Succede, in America
Comunque il centro del mondo
PINO SCACCIA
no war
pinoscaccia@gmail.com
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martedì, 01 luglio 2008, 22:27
L'hanno lasciata morire in ospedale, senza che il personale medico le fornisse il minimo aiuto. A testimoniare la sua agonia, un video choc che ha fatto il giro degli Stati Uniti e del web ( guarda il filmato), provocando sconcerto e indignazione. Il caso è avvenuto poche settimane fa al Kings County Hospital di Brooklyn. Il 18 giugno Esmin Green, una donna di 49 anni di origini giamaicane, viene trasportata contro la sua volontà nel reparto di psichiatria dell'ospedale newyorkese: la donna accusa sintomi di psicosi e forte agitazione. Passano le ore e la situazione non migliora affatto. Tanto che il video la ritrae agonizzante al suolo intorno alle 6 del mattino del giorno dopo, quasi 24 ore più tardi. Nel giro di qualche minuto Esmin cessa di muoversi, di fronte ad alcune persone (alcuni pazienti e anche un agente di sicurezza) che non sembrano curarsi di ciò che sta accadendo. Solo quasi un'ora dopo medici e infermieri del pronto soccorso cercano di rianimarla, inutilmente. La morte senza assistenza di Esmin Green ha provocato l'immediato licenziamento del direttore del reparto di psichiatria dell'ospedale, del dottore che era in turno quella notte e del capo della sicurezza dell'ospedale. segue
lunedì, 22 ottobre 2007, 00:53
Sembra la trama di un film, invece è tutto vero. Vittime di un esperimento scentifico, le due gemelle Elyse Schein e Paula Berstein sono state separate alla nascita dopo che, partorite da una madre con problemi mentali, l'agenzia di adozioni di Manhattan decise di aiutare lo psicologo Peter Neubauer a studiare le differenza tra natura e ambiente nello sviluppo emotivo e sociale dei bambini. Sono passati 35 anni tra il giorno della separazione a quello in cui le due gemelle, una cineasta single, l'altra scrittrice e madre di due bimbi si sono rincontrate e hanno deciso di dare vita a un libro, Identiche estranee in cui raccontano, dall'altra parte della barricata, la loro straordinaria scoperta. Escludendo il fatto che si somigliano come due gocce d'acqua, Elyse e Paula condividono nonostante due vite completamente separate, tantissime cose: la stessa mimica, le stesse allergie, il modo di parlare e la stessa inclinazione alla depressione. «Se io fossi cresciuta nella tua famiglia e tu nella mia, io sarei tu e tu saresti me?», chiede una gemella all'altra in un paragrafo del libro. E, a prescindere dalle conclusioni di Neubauer, il lettore capisce chiaramente che la risposta è no. La giovane cineasta aveva scritto all' agenzia che l'aveva consegnata ai genitori adottivi apprendendo da un'impiegata dell'esistenza della sua gemella. Anche Paula, come Elyse, sapeva fin da piccola di essere stata adottata ma non aveva mai avuto voglia di sapere chi fosse stata la sua madre biologica: quando, su richiesta della gemella, l'agenzia di adozioni le ha comunicato l'esistenza della sorella, alla giovane donna è preso un mezzo colpo: «Non mi sentivo pronta a questa interferenza nella mia vita». Il finale è senza dubbio da Hollywood: le due sorelle vivono a pochi isolati di distanza a Brooklyn e Elyse a volte fa la babysitter ai figli di Paula.
lunedì, 22 ottobre 2007, 00:43
Il presidente George W. Bush ha usato il suo potere di veto, per la quarta volta da quando è alla Casa Bianca, per bloccare una legge approvata dal Congresso che estende la copertura assicurativa medica a milioni di bambini. Il leader democratico al Senato Harry Reid ha definito "un veto spietato" l'azione di Bush. "Non è mai stato così chiaro quanto il presidente Bush sia ormai fuori sintonia con le priorità degli americani - ha affermato il senatore democratico - Con questo veto di una legge approvata con voto bipartisan il presidente Bush nega cure sanitarie a milioni di bimbi americani a basso reddito". La nuova legge estende ad altri quattro milioni di bambini i benefici sanitari già goduti, in base alla vecchia normativa, da 6,6 milioni di bambini, con una spesa aggiuntiva di 35 miliardi di dollari. Ma il presidente Bush ha obiettato che la legge è troppo costosa (é disposto a stanziare solo 5 miliardi di dollari) e che crea un pericoloso precedente perché estende i benefici di assicurazione sanitaria già concessi ai bambini poveri ad una nuova fascia di reddito, basso ma sopra il livello di povertà. Il presidente Bush aveva usato finora solo tre volte il suo potere di veto da quando è alla Casa Bianca. La prima volta era stato per bloccare una legge relativa alle ricerche sulle cellule staminali. Le due volte successive - in maggio e giugno - per bloccare provvedimenti che prevedevano calendari di rientro delle truppe dall'Iraq.
domenica, 21 ottobre 2007, 23:01
"Dietro la porta dello specializzato d'artiglieria Jeremy Duncan, un pezzo di parete è piegato e penzola nel vuoto, appesantito da una coltre di muffa. Quando questo militare ingegnere ferito entra nella sua doccia e guarda in su, può intravvedere il fondo della vasca da bagno del piano di sopra attraverso un buco".Mentre la Casa Bianca è alle prese con i costi politici ed economici della guerra in Iraq, migliaia di reduci dal paese mediorientale ma anche dall'Afganistan combattono un'altra guerra nel silenzio, fra sterco di topi, muffe, scarafaggi. Lo rivela un'inchiesta di Dana Priest e Anne Hull del Washington Post sul Walter Reed Medical Center, l'ospedale alle porte della capitale dove si fanno curare i presidenti degli Stati Uniti. Dopo cinque anni di guerra uno dei fiori all'occhiello della medicina militare americana è affiancato da un padiglione 'da terzo mondo' dove vengono curati feriti e amputati di rientro dal fronte. Due giornalisti sono entrati nel 'blocco 18', uno dei cinque dove centinaia di soldati feriti o mutilati in Iraq trascorrono una convalescenza spesso difficile. L'edificio funziona come centro di day hospital. "Il muro è decrepito - scrivono - coperto da una muffa nerastra. L'odore è di cibo andato a male. Segni di trascuratezza sono ovunque: sterco di topi, scarafaggi a pancia in su, moquette macchiata, vecchi materassi". Il reportage è destinato a far scalpore, perché negli USA il Walter Reed è considerato un ospedale all'avanguardia. In effetti, lo è ancora, ma basta girare l'angolo e raggiungere il day hospital per imbattersi nel lato oscuro e doloroso della guerra, quello di chi è tornato dal fronte senza un piede, un braccio, una gamba. Mericonci rainews24 Le reazioni dopo lo scandalo
domenica, 21 ottobre 2007, 23:00
Secondo un sondaggio New York Times/CBS News la maggioranza degli americani ritiene che il governo dovrebbe garantire l’assistenza medica ad ogni cittadino, specialmente ai bambini, e sarebbero, per questo, disposti a pagare più tasse. ( N.Y. Times). Negli Stati Uniti circa 47 milioni di cittadini, più del 15% della popolazione, è senza assicurazione malattia. Erano 6.8 milioni nel 2000 . Barba
domenica, 21 ottobre 2007, 22:57
Di mal di denti, a volte, si muore. È accaduto a Deamonte Driver, un bimbo di dodici anni del Maryland, a cui per salvarsi sarebbe bastata una visita dal dentista del costo di 80 dollari, se solo sua madre Alyce avesse avuto un'assicurazione sanitaria. Quando il dolore di Deamonte si è fatto insopportabile era ormai troppo tardi: i batteri proliferati con l'ascesso avevano raggiunto il cervello, ha raccontato oggi l'incredibile vicenda a cavallo tra miseria, ignoranza e caro-sanità il Washington Post. 28 febbraio 2007
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