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Succede, in America
Comunque il centro del mondo
PINO SCACCIA
no war pinoscaccia@gmail.com |
Il senatore Ted Kennedy è stato ricoverato d'urgenza in ospedale con sintomi di un ictus. Lo ha riferito la tv americana Cnn. Il senatore democratico si trovava nella villa di famiglia di Hyannis Port quando stamattina ha accusato il malore.
A due settimane dallo scandalo a luci rosse che ha stroncato la carriera del governatore di New York, Elliot Spitzer, un'altra sex-story travolge un politico americano. Dopo settimane di indiscrezioni, la procura della contea di Wayne ha incriminato il sindaco di Detroit, il democratico Kwame Kilpatrick, per otto capi di imputazione, tra cui ostacolo alla giustizia, spergiuro e abuso d'ufficio. Nella migliore delle ipotesi, la sua carriera è distrutta. Nella peggiore, dovrà farsi ottant'anni di carcere. (...) Tutto è cominciato a gennaio, quando un giornale ha pubblicato i testi di alcuni sms erotici tra il primo cittadino e Christine Beatty, sua amica di lunga data ed ex capo di gabinetto. Nulla di grave - a parte il dettaglio che entrambi erano spostati - se non per il fatto che questo contraddiceva una dichiarazione, sotto giuramento, in cui entrambi assicuravano di non avere mai avuto una relazione. Anche qui, nulla di catastrofico se non fosse che, per nascondere la loro liason, che stava per essere svelata dalle indagini condotte da alcuni poliziotti, Kilpatrick non aveva esitato a fare licenziare gli agenti. (...) Repubblica.it
In piena campagna elettorale, è riesploso il Sexgate, lo scandalo della «love story» del presidente Bill Clinton con la stagista della Casa bianca Monica Lewinsky. Su pressione dei media, l'ex fisrt lady Hllary Clinton ha ieri pubblicato il calendario dei suoi appuntamenti in quegli anni. Ed è emerso che spesso il marito la tradì mentre lei era a pochi metri di distanza, rinchiudendosi con la Lewsinski nello Studio ovale. Ha sottolineato la tv Abc che il giorno dell’incontro più famoso tra Bill e Monica, quello del sesso orale del 28 febbraio 1997 che lasciò una macchia sull’abito della ragazza, Hillary visitò un paio di volte l’ufficio del presidente, ma che non si rese conto di nulla. L’Associated press ha ricostruito le tappe del Monicagate dall'inizio, il 15 novembre del 1995, alla fine, il 29 marzo del 1997, quando la Lewinsky confessò tutto a Kenneth Starr, il procuratore speciale sullo scandalo. Corriere.it
Scandalo a luci rosse a New York: il governatore dello stato di New York Elliot Spitzer, inflessibile ex procuratore contro Wall Street e i colletti bianchi, è inciampato in un giro di prostituzione. Spitzer ha informato i suoi più stretti collaboratori, hanno indicato fonti vicine all'amministrazione dello stato di New York. Il governatore, un democratico, è sposato e ha tre figli. Il governatore in una dichiarazione pubblica ha detto di «scusarsi con la mia famiglia e con l'opinione pubblica» per i propri comportamenti, poco dopo la diffusione di notizie sul suo coinvolgimento in un giro di prostituzione. Spitzer ha parlato per pochi secondi, non ha accettato domande e non ha fatto alcun accenno ai motivi delle sue scuse, se non dicendo di aver «agito in un modo che viola i miei obblighi verso la mia famiglia». Il governatore non ha detto se intende o meno dimettersi. Quarantanove anni, ebreo, erede di un ricca famiglia di Riverdale, il sobborgo bene del Bronx dove aveva abitato anche Arturo Toscanini, Spitzer era stato eletto nel 2006. Corriere.it
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L'ex direttore dell'Fbi negli anni '50, Edgar Hoover, aveva architettato un piano per arrestare 12 mila americani considerati una minaccia per la sicurezza nazionale. Lo rivelano documenti declassificati recentemente. Hoover inviò la sua proposta all'allora presidente Truman appena dopo l'inizio della Guerra di Corea, nel 1950, chiedendogli di approvarla e dichiarare gli arresti di massa come una misura necessaria a contrastare attività di "spionaggio, tradimento e sabotaggio". Non vi è prova che il piano fu mai attuato. Hoover avrebbe voluto che il presidente sospendesse il diritto legale all'habeas corpus, che tutela gli individui dall'arresto illegittimo. Il 'New York Times', che ha pubblicato la notizia, non ha fornito dettagli sull'identità delle persone nel mirino di Hoover.
A sinistra Hillary Clinton durante un comizio della sua campagna elettorale ritratta con il make up e i consueti filtri fotografici. A destra l'immagine impietosa scattata a sorpresa sulla neve dello Iowa al termine di una estenuante giornata di politica porta a porta. E' scontro politico
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«Il mio piano per garantire la sicurezza del nostro Paese? Due parole: Chuck Norris». Mike Huckabee, ex governatore dell'Arkansas e candidato repubblicano alle presidenziali americane del 2008, ha un'espressione seria quando fissa la telecamera per dettare uno dei "punti fondamentali" del suo programma. Ma a osservarlo bene, si capisce che un po' gli scappa da ridere. Soprattutto quando, accanto a lui, appare il volto dell'eroe di "Walker Texas Ranger", incorniciato da una grafica in stile-western. Una specie di video-burla elettorale (guarda), quella messa in piedi dallo staff di Huckabee, che punta sugli ormai celebri "Chuck Norris fatcs", una serie di battute che esaltano all'inverosimile la forza e i poteri eccezionali del personaggio televisivo. Una mania dilagata negli anni scorsi tra siti e blog (come Roundhouse Kicks, in italiano), che ha prodotto migliaia di freddure. Qualche esempio: «Il panico soffre di attacchi di Chuck Norris», «I rubinetti in casa di Chuck Norris non perdono, vincono», «Nel cestino del suo PC, Chuck Norris fa la raccolta differenziata»; «Chuck Norris ha contato fino ad infinito. Due volte». Ma a colpire la fantasia di Huckebee, e a fargli capire che Chuck era propio la persona giusta per tentare l'assalto alla Casa Bianca, deve essere stato il terrore che incute ai principali nemici degli Stati Uniti d'America: «Osama Bin Laden dorme da 3 anni nel ripostiglio di Chuck Norris», «l'Iran ha chiesto l'intervento dell'Onu contro gli Stati Uniti perché loro hanno Chuck Norris», «in Iraq non ci sono armi di distruzione di massa, visto che Chuck Norris vive in Oklahoma». Corriere.it
Infuocata sfida televisiva, sulla Cnn, fra Hillary e Obama. Pare che abbia vinto lei
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Nell’arco di un mese, in modo del tutto involontario, Anita Esterday è riuscita a fare una cosa e il suo contrario. La cameriera di Maid-Rite, il fast-food dell’Iowa che Hillary Clinton visitò l’8 ottobre scorso, ha prima fornito alla candidata democratica la sua straordinaria storia personale, triste e simbolica, di madre single con due figli senza assicurazione medica e tre lavori per sbarcare il lunario, subito diventata parte dello stump speech, il discorso elettorale della Clinton. Trenta giorni dopo, Anita ha regalato agli avversari un argomento per attaccarla. Per una mancia Hillary rischia la nomination? Non siamo a questo punto. Ma l’episodio segnala quanto sia precaria e vulnerabile la posizione di ogni aspirante alla presidenza, fosse anche il più forte, nell’era di Internet, dove ogni episodio, anche il più banale e in apparenza trascurabile, può diventare una sensazione, discussa da migliaia di blogger, dalle conseguenze imprevedibili. Ma veniamo alla storia. Paolo Valentino Hillary Clinton, tra i favoriti per la Casa Bianca, e più vulnerabile del previsto. Secondo gli ultimi sondaggi la gara non sarà una passeggiata e l'ex first lady potrebbe perdere contro Rudy Giuliani, pagando le conseguenze di una mediocre prestazione tv dei giorni scorsi. Howard Dean, considerato in partenza il 'front-runner' tra i Democratici, venne sconfitto nel 2004 anche per un urlo che spaventò gli elettori americani: ad Hillary potrebbero risultare fatali le patenti per gli immigrati. Attraverso meccanismi molto difficili da spiegare in Italia, gli elettori americani talvolta penalizzano i candidati per piccoli dettagli a prima vista incomprensibili. Sembra infatti perdere terreno la Clinton, apparsa poco convincente nell'ultimo dibattito televisivo quando non ha preso chiaramente posizione sulla questione delle patenti per i clandestini (che il governatore di New York Eliot Spitzer caldeggiava contrariamente alla maggioranza degli americani). Hillary si conferma sì la 'front-runner' democratica in vista delle elezioni presidenziali del 2008, con un vantaggio di oltre 20 punti sui suoi avversari alle primarie, ma appare relativamente debole in caso di duello finale contro l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani. Un sondaggio del Wall Street Journal e della Nbc sostiene che tra l'ex first lady e Rudy si andrebbe a un testa a testa. L' elemento interessante è che con un George W. Bush sempre meno popolare, il 50 per cento degli americani (contro il 35) vogliono un democratico nuovo inquilino della Casa Bianca. Emanuele Riccardi
Un thriller politico. Un circo a tre piste. Una Babele di suoni e di idee. Un dramma umano e una commedia degli errori. Ma soprattutto uno spettacolo affascinante, seguito da tutto il mondo con la curiosità e con la attesa di un kolossal di Hollywood: l'elezione di un presidente degli Stati Uniti, nel suo eterno intreccio di storia e pettegolezzo, di fango e nobilta', di grandi ideali e di colpi bassi, raramente delude la sua immensa platea globale. Esattamente tra un anno, il 4 novembre 2008, l'America eleggerà il prossimo inquilino della Casa Bianca. Il compito di scegliere il successore di George W. Bush tocchera' all'atto pratico a poco piu' di cento milioni di cittadini statunitensi. Speciale Ansa
Manifestanti ad Ankara contro la Rice
New York si prepara per la notte di Hallowen Nei panni di candidata di punta dei democratici alle presidenziali 2008, Hillary Clinton è abituata a guidare i sondaggi, ma questa volta si trova in testa ad una classifica di segno molto diverso: fra i candidati alle presidenziali, sarebbe lei ad aggiudicarsi il titolo di costume di Halloween più spaventoso. Lo rivela un sondaggio condotto da Associated Press e Ipsos su 1013 adulti intervistati telefonicamente: il 37% degli intervistati affiderebbe il compito di terrorizzare i passanti alla senatrice, mentre il 14% sceglierebbe le fattezze dell’ex sindaco di New York Rudy Giuliani. Nessun altro candidato ha superato il 6% dei consensi. Hillary è stata indicata come preferenza da quattro uomini su dieci, da un terzo delle donne e, come previsto, dai due terzi dei repubblicani intervistati. Ma, a sorpresa, ben il 18% dei democratici la vede come “strega perfetta”, seconda solo a Giuliani, che raccoglie le preferenze del 17% degli uomini e del 12% delle donne, cui si aggiungono un quarto dei democratici. E Barack Obama? Non spaventa nessuno: anche lui sfiora appena il 6% dei voti. |
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