Succede, in America
Comunque il centro del mondo
PINO SCACCIA
no war
pinoscaccia@gmail.com
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venerdì, 30 maggio 2008, 11:34
 Un giovane reporter di una emittente locale americana fa la sua cronaca in diretta camminando: solo che non si accorge del lampione in arrivo... Video
mercoledì, 21 maggio 2008, 23:12
 Un mito del giornalismo americano lascia il giornale con cui è entrato nella storia: Bob Woodward, che con il collega Carl Bernstein scoprì lo scandalo Watergate e provocò la caduta di Richard Nixon, ha accettato di andare in pensione dal Washington Post. Gola Profonda addio, rivela il giornale on line Politico.com. L'ex segugio di 'Tutti Gli Uomini del Presidente' lascerà i ruoli paga del quotidiano assieme ad altri cento veterani della carta stampata che hanno accettato il piano di pre-pensionamenti entro cui potrebbe venir coinvolto a breve anche il direttore del quotidiano controllato dalla famiglia Graham, Leonard Downie. Woodward, che ha 65 anni, è stato per decenni la firma più celebre del quotidiano della capitale e forse in assoluto il più famoso giornalista investigativo d'America. Era entrato al Washington Post nel 1971 come cronista e due anni dopo con Carl Bernstein aveva fatto lo scoop storico trasformando, grazie alle soffiate di 'Gola Profonda' (l'alto funzionario dell'Fbi Mark Felt) lo "scasso di terz'ordine" al quartier generale del partito democratico nel complesso del Watergate in uno scandalo politico di proporzioni epocali che portò nel 1974 alla caduta del presidente Richard Nixon. Al Washington Post, da cui a metà 2006 aveva accettato una drastica riduzione di stipendio - 10 mila dollari all'anno rispetto ai 180 mila del salario da vice-direttore, e si sta trattando adesso su quale cifra costruire lo scivolo per la buonuscita - Woodward non sarà ricordato con rimpianto. Tre anni fa il corpo redazionale gli aveva fatto la guerra quando si era scoperto che per mesi e mesi aveva tenuto nel cassetto i segreti del Cia-gate, lo scandalo sullo smascheramento della spia della Cia Valerie Plame ad opera di 'gole profonde' dell'amministrazione Bush. La vicenda Cia-gate aveva puntato i riflettori sulla metamorfosi di Woodward, da Don Chisciotte dell'informazione a "giornalista dell'accesso, un insider dei palazzi", ha commentato Jay Rosen, professore di giornalismo alla New York University. segue
mercoledì, 21 maggio 2008, 01:03
 Le immagini sono impressionanti, ma Ryan McGeeney ha mantenuto la calma e con grande professionalità ha continuato a fare il suo lavoro fotografando la sua gamba che era stata appena infilzata da un giavellotto. E' accaduto durante un torneo studentesco di atletica nello Utah, Stati Uniti. Mentre i medici gli prestavano soccorso, il fotografo Ryan McGeeney continuava a fotografare la sua gamba prima di essere trasportato in ospedale dove gli è stato estratto il giavellotto. Per il fotografo 13 punti di sutura, nessuna particolare lesione a tendini e legamenti, ma un servizio fotografico di grande effetto.
giovedì, 15 maggio 2008, 22:15
Una confidenza di troppo con una giornalista. E sul candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti Barack Obama piomba l'accusa di «sessismo». Tanto da costringerlo alle scuse. Tutto comincia a Detroit quando il senatore dell'Illinois avvicinato da una reporter di un'emittente locale, Channel 7, di nome Peggy Agar che gli chiedeva che cosa avrebbe fatto per i lavoratori dell'auto, rispondeva alla giornalista «Un secondo dolcezza» (guarda il video), cosa giudicata decisamente inappropriata per il severo codice di comportamento richiesto ai politici americani. La frase ripresa dalle tv e dai siti internet, costringeva il candidato democratico a telefonare successivamente alla reporter per fare le sue scuse. «Salve Peggy, diceva nella telefonata. Mi scuso due volte, una per non aver risposto alla tua domanda e l'altra per aver utilizzato la parola «dolcezza». Lo faccio a volte con ogni tipo di persona, ma, ti assicuro, non voleva essere un segno di mancanza di rispetto». Come sempre capita le scuse attiravano ancora di più l'attenzione sul linguaggio usato da Obama facendo chiedere a molti commentatori se il suo fosse stato il comportamento adatto a un politico che aspira alla presidenza.
domenica, 20 aprile 2008, 15:54
 Analisti militari a libro paga del Pentagono o dell'industria della difesa e informazione manipolata per mettere la politica della Casa Bianca contro il terrorismo e la guerra in Iraq in buona luce di fronte all'opinione pubblica. Questa la durissima accusa lanciata dal New York Times contro l'amministrazione statunitense e il sistema dei media. Secondo l'autorevole quotidiano americano, il Pentagono aveva messo in piedi una vera e propria strategia mediatica per dare popolarità alla guerra contro Saddam Hussein: fare parlare nei principali network televisivi analisti apparentemente del tutto indipendenti, ma in realtà fortemente influenzati e influenzabili. A loro venivano concessi colloqui privati, viaggi, accesso a informazioni riservate. "Dichiarazioni e interviste mostrano come l'amministrazione Bush abbia usato il suo controllo sull'accesso alle informazioni per trasformare gli analisti in una sorta di cavallo di troia... uno strumento per dirigere la copertura dei problemi del terrorismo dall'interno". Repubblica.it
venerdì, 15 febbraio 2008, 01:49
Mentre l'edizione on line va a gonfie vele il calo delle vendite dell'edizione cartacea ha costretto la direzione del 'New York Times' ha un duro ridimensionamento della redazione tagliando 100 giornalisti. I 1.332 reporter fanno del Nyt, considerata la piu' prestigiosa testata statunitense, la redazione piu' numerosa d'America, dove in media i quotidiani della stessa importanza utilizzano circa 900 giornalisti I tagli saranno attuati con il blocco del turn-over non sostituendo i reporter che andaranno in pensione o lascieranno in cambio di una buonuscita, ha spiegato il direttore Bill Keller.
mercoledì, 06 febbraio 2008, 22:24
È capitato a tutti di inviare un'e-mail al destinatario sbagliato, facendo confusione tra i vari omonimi presenti nella lista di contatti. Se poi si dispone di un sistema di completamento automatico dell'indirizzo, cadere in errore è ancora più facile. Grazie a una distrazione di questo tipo, la scorsa settimana il New York Times ha pubblicato un clamoroso scoop che rivelava le negoziazioni tra il governo americano e il colosso farmaceutico Eli Lilly & Co. riguardo alla campagna pubblicitaria del farmaco Zyprexa, accusata di essere inappropriata. Inizialmente il produttore di farmaci aveva sospettato che la fuga di notizia fosse da attribuire ai funzionari federali. Ma è bastato poco agli avvocati incaricati di indagare sulla vicenda per scoprire che la falla si era aperta molto più vicino all'azienda. Una delle prestigiose firme dello studio Pepper Hamilton, incaricato di contrattare un accordo nel caso Zyprexa, ha inviato per errore una mail al giornalista del New York Times Alex Berenson, scambiandolo per un altro dei suoi contatti, Bradford Berenson, anch'egli consulente legale presso lo studio Sidley Austin. La missiva elettronica conteneva un documento molto dettagliato che rivelava in particolare l'ammontare dell'offerta di Eli Lilly per l'accordo, ovvero 1 miliardo di dollari. Così l'ignaro giornalista, vistosi piovere dal cielo un'esclusiva da prima pagina, ha potuto anticipare l'annuncio ufficiale dell'accordo, azzerando le tecniche di comunicazione previste dall'azienda per un caso così delicato, e pubblicando la notizia prima sulla testata online e poi in prima pagina sul giornale cartaceo, premurandosi di telefonare al produttore farmaceutico per eventuali commenti. Corriere.it
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