Succede, in America
Comunque il centro del mondo
PINO SCACCIA
no war
pinoscaccia@gmail.com
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mercoledì, 02 luglio 2008, 19:15
 Il nome ha un che di romantico, perché waterboarding ricorda giochi d'acqua o anche l'asse della lavandaia, quello che le donne di campagna usavano per lavare i panni nel ruscello del villaggio. Ma con la guerra al terrorismo la pratica del waterboarding è diventata sinonimo di interrogatorio brutale: si lega il sospettato a una panca, gli si mette un cappuccio per aumentare la paura e la sensazione di impotenza, gli si versa acqua sulla faccia, nelle narici, in bocca. La vittima crede di annegare, rischia davvero di annegare e cede. Dicono che anche i più feroci uomini di Al Qaeda abbiano parlato dopo meno di venti secondi di «trattamento». L'anno scorso Christopher Hitchens, il giornalista, scrittore e polemista britannico trapiantato negli Stati Uniti, in un articolo cercò di distinguere tra le tecniche di «interrogatorio estremo» per sventare attentati imminenti e di «aperta tortura». I suoi avversari ribatterono che siccome Hitchens sosteneva che gli americani non si abbassano alla tortura dei prigionieri e siccome però è noto che in Iraq, Afghanistan e nei «buchi neri» (i centri di detenzione clandestini) il waterboarding è stato usato, questo metodo orrendo nella sua visione farebbe parte del genere «interrogatorio estremo». Qualcuno, spinto da vis polemica, consigliò a Hitchens di provare. Lo scrittore, che è anche collaboratore del Corriere della Sera, ha accettato la sfida. E sul numero di agosto di Vanity Fair racconta. «Sopra il cappuccio sono stati aggiunti tre strati di stoffa. In questa oscurità che ti prendeva, ho atteso a testa in giù finchè una cascata d'acqua mi è risalita attraverso le narici... ho trattenuto il fiato per un po', poi ho dovuto esalare e poi inalare. Questo ha fatto incollare il tessuto bagnato alle mie narici... panico... Ho fatto il segnale convenuto per la fine dell'esperimento e ho sentito un incredibile sollievo mentre tornavo in posizione eretta». A questo punto, con onestà intellettuale Hitchens affronta la giustificazione degli esperti di interrogatori nelle forze speciali Usa, secondo i quali il waterboarding «simula la sensazione di affogamento». «In realtà stai affogando, o piuttosto ti stanno annegando», conclude lo scrittore. Il titolo di Vanity Fair all'articolo di Hitchens è «Credetemi, questa è tortura». Video
lunedì, 23 giugno 2008, 02:17
L’asilo degli orrori non aveva finestre e operava in incognito in una minuscola cittadina del Texas, a un’oretta di macchina da Dallas. A Mineola, comunità ultraconservatrice di 5.100 anime e 30 chiese, sapevano che là dentro succedeva qualcosa di losco, ma credevano fosse un club per scambi di coppie. Nessuno avrebbe mai immaginato che bambini, alcuni di appena cinque anni, erano costretti a esibirsi in spettacoli porno di fronte a una platea di adulti. Avevano come unico alleato, per sopportare gli abusi, dei potenti analgesici a base di codeina, le chiamavano «le pillole che fanno diventare scemi». Già due persone sono state condannate in relazione alla vicenda. Alla giuria popolare, che ha deliberato all’inizio dell’anno, sono bastati cinque minuti in camera di consiglio per decidere: ergastolo, il massimo della pena. segue
venerdì, 06 giugno 2008, 01:28
Due persone, tra cui un ragazzo di 15 anni, hanno perso la vita in due diverse sparatorie ieri a Manhattan. Vicino a Chinatown, un poliziotto e' stato ucciso nell'atrio di un condominio da due uomini che hanno anche ferito al volto la portiera. Sempre ieri un ragazzo di 15 anni e' stato assassinato a fucilate sulla novantesima strada. A sparargli sarebbe stato un 16enne, residente sulla 5th Avenue, accusato ora di detenzione illecita di armi da fuoco e tentato omicidio. Ricercata anche un'altra persona che avrebbe sparato al ragazzo il colpo fatale.
giovedì, 08 maggio 2008, 21:55
 A due giorni dalla richiesta di aiuto lanciata online dell'Interpol, la polizia degli Stati Uniti ha arrestato a Union City, nel New Jersey, un sospetto pedofilo, accusato di aver abusato sessualmente di almeno tre bambini del sudest asiatico. L'Interpol lo ha identificato come Wayne Nelson Corliss, attore che si fa chiamare anche con il nome d’arte di «Casey Wane». Fotografie sequestrate dalla polizia in Norvegia nel 2006 hanno mostrato i presunti abusi dell’uomo. Al momento degli abusi i bambini avevano tra i sei e i dieci anni. L’organizzazione internazionale di polizia criminale, che ha sede a Lione, aveva diffuso sei fotografie dell’uomo, di razza bianca, capelli grigi e occhiali, sul suo sito internet. Sulla Rete erano state ritrovate centinaia di immagini, circa 800, nelle quali l’uomo abusa sessualmente di minori. L’Interpol aveva invitato «tutte le persone in possesso di informazioni su quest’uomo e sul suo luogo di soggiorno» a contattare l’Ufficio centrale nazionale dell’Interpol, anche tramite internet
mercoledì, 07 maggio 2008, 23:00
Ennesimo pestaggio della violentissima polizia americana. Le immagini sono state rubate da un elicottero: i poliziotti di Philadelphia fermano un'auto sospetta e prendono a calci i tre uomini (da LiveLeak.com) Video
sabato, 26 aprile 2008, 16:18

Sentenza chock a New York: tre poliziotti sono stati assolti dall'accusa di avere ucciso un giovane nero disarmato alla vigilia del matrimonio. Sean Bell, 23 anni, padre di due bambini, venne raggiunto da 50 colpi sparati a raffica dagli agenti. Al termine di un processo durato due mesi, la Corte Suprema dello stato di New York a Queens ha dichiarato Michael Oliver, Gescard Isnora e Marc Cooper non colpevoli di tutti i capi di accusa. Il 25 novembre del 2006 Bell era stato preso di mira quando con due amici, Joseph Guzman e Trent Benefield, lasciava un locale di spogliarello, dove aveva trascorso la notte prima del matrimonio. Il caso aveva provocato sdegno e proteste nella comunità afro-americana di New York. In aula oggi erano presenti i genitori e la fidanzata del ragazzo. Fuori, una manifestazione pacifica ha accolto con emozione il verdetto. Il padre di Bell ha chiesto un nuovo processo, stavolta davanti a un tribunale federale. Il sindacato dei poliziotti, al contrario, ha applaudito la sentenza: "Un messaggio a tutti i nostri agenti che la giustizia riesce a essere equa", ha detto un portavoce. Repubblica.it
martedì, 22 aprile 2008, 23:59
 L'acqua che scende dall'alto è limpida. Un fiotto compatto. Inesorabile. Entra nella gola, stimola la faringe e il prigioniero ha la netta sensazione di annegare. A questo punto, non gli resta che implorare pietà. «Il terrore di morire - spiegano gli esperti - porta quasi immediatamente a chiedere che il trattamento abbia termine». Si chiama «waterboarding» (o annegamento simulato) ed è una delle tecniche più dure utilizzate negli interrogatori contro i presunti terroristi di Al Qaeda. Adesso, «quello che la Cia non vuol far vedere», è sul web: un video choc realizzato da Amnesty International che racconta in pochi secondi quello che accade in certe prigioni americane. Nei giorni scorsi George W. Bush ha ammesso di essere a conoscenza dell'utilizzo di queste pratiche. «Lo abbiamo fatto per proteggere il popolo americano» ha spiegato il presidente Usa. Ma le sue affermazioni hanno provocato una serie di reazioni e di polemiche. Tra queste, la dura presa di posizione di Amnesty. Per sensibilizzare l'opinione pubblica, e soprattutto l'amministrazione Usa, l'organizzazione internazionale ha pubblicato su Internet una serie di video nell'ambito della campagna « Unsubscribe-me» contro le violazioni dei diritti umani nella «guerra al terrore». L'ultimo è quello sul «waterboarding». «La minaccia del terrorismo è reale - si legge sul sito Internet dell'iniziativa - ma calpestare i diritti umani e abbandonare i nostri valori non è la risposta giusta». Malcom Nance, che a lungo ha insegnato agli uomini della sicurezza americana a resistere agli interrogatori in cui veniva usato il «waterboarding», chiede la fine immediata di questa pratica. «Mi vergogno per il fatto che il presidente Bush abbia autorizzato il suo uso e abbia così gettato nel fango la reputazione degli Stati Uniti», ha dichiarato. Il presidente statunitense è stato molto criticato anche per aver respinto una proposta parlamentare finalizzata a mettere fuori legge questo tipo di interrogatorio. «Il nostro film mostra ciò che la Cia non vuol far vedere - spiega Kate Allen, direttrice di Amnesty International in Gran Bretagna - vale a dire la disgustosa realtà degli annegamenti simulati». Corriere.it
giovedì, 06 marzo 2008, 10:18
 «Fragola» è bella ed è molto desiderata. Per questo la pagano bene quando lascia cadere il vestito nei night di Detroit. I clienti apprezzano. Ma forse non sono gli unici. «Fragola» ha mostrato il suo corpo a qualcuno di importante. In un fine settimana nel settembre 2002, l'avrebbero vista alla «Manoogian Mansion», la residenza del sindaco di Detroit Kwame Kilpatrick. Una esibizione seguita da un fuoriprogramma. La moglie del sindaco, Carlita, sarebbe piombata nella villa ed avrebbe preso a sberle la spogliarellista. «Spazzatura», ribattono gli amici di Kilpatrick convinti di cancellare le ombre. Ma ombre ancora più nere tornano il 30 aprile di un anno dopo. «Fragola», il cui vero nome è Tamara Greene, 27 anni, è assassinata a colpi di pistola in una via di Detroit. Il killer risparmia il compagno della donna che le è seduto accanto nella vettura. A terra rimangono diversi bossoli. Per la scientifica potrebbero essere stati sparati da un Glock, arma in dotazione alla polizia, ma comune anche tra i criminali. Il delitto rilancia, sotto una luce diversa, la presunta esibizione di «Fragola». Kilpatrick reagisce con veemenza. Smentisce tutto e caccia il vice capo della polizia Gary Brown, colpevole di indagare sulla spogliarellista e sui comportamenti illegali all'interno del Comune. In soccorso di Kilpatrick interviene il procuratore Mike Cox che liquida la vicenda del balletto come «una leggenda metropolitana ». Si muove anche la polizia di Stato — separata da quella metropolitana — e raccoglie testimonianze che sembrano dare ragione al magistrato. Ma l'atmosfera a Detroit è putrida. C'è un clima di sospetto, di pugnalate nell'ombra, di ricatti. Un ambiente che piacerebbe allo scrittore James Ellroy. Accade così che una pattuglia fermi per eccesso di velocità l'assistente del sindaco, Christine Betty. Una donna in carriera e molto — forse troppo — vicina al primo cittadino. Lei risponde telefonando al capo della polizia e insultando gli agenti: «Voi non sapete chi c... sono io?». Poi insinua che si è trattato di una trappola ordita dalla polizia. La poltrona di Kilpatrick diventa rovente. Nell'aprile del 2004 la polizia di stato afferma che il giudice Cox ha ostacolato l'indagine e un tenente della Omicidi di Detroit, Alwin Bowman, accusa: «Mi hanno trasferito per impedire che facessi luce sul delitto di Tamara». Il giallo di «Fragola» si intreccia con le beghe consiliari. La stampa picchia duro, i reporter scavano nella melma, si attaccano dove possono. È di nuovo la moglie Carlita a finire in prima pagina perché usa un gigantesco Suv fornito al Comune per le esigenze della polizia. Nulla rispetto ai guai che aspettano il marito. Vengono infatti diffusi dei messaggi sms dai rivelano rapporti troppo «stretti» tra Kilpatrick e l'assistente Christine Betty. Agli schizzi di fango segue un altro colpo. L'ex tenente Bowman presenta, il 29 febbraio, una denuncia che scuote il Palazzo: «Tamara è stata uccisa da qualcuno della polizia. E c'era un legame tra la vittima e uno stretto collaboratore del sindaco». L'ufficiale aggiunge che i suoi superiori hanno sempre mostrato «un interesse inusuale» per il caso. L'allora capo Jerry Oliver e il suo successore, l'ambiziosa Ella Bully Cummings, pretendevano di aver libero accesso alle carte dell'indagine. Una via vai di cartelline che avrebbero causato la perdita di documenti importanti. Un altro detective testimonia che alcune informazioni sono state cancellate dai computer del Dipartimento. Il tiro si sposta sulla Cummings che ha passato, contro ogni logica, il dossier Fragola all'unità «Cold case». Un modo per affossare l'inchiesta, dicono i nemici. «Non è vero», ribatte la Cummings chiedendo la collaborazione dei cittadini. Le ha risposto un amico della vittima: «Tamara doveva ricevere un grossa somma di denaro ». Era il prezzo del silenzio? Forse hanno preferito pagarla con una scarica di piombo. Corriere.it
mercoledì, 05 marzo 2008, 12:10
Inseguimento da film a Los Angeles: quarantacinque minuti per bloccare un ladro d'auto. Video
martedì, 04 marzo 2008, 22:20
Si è presentata in caserma domenica pomeriggio con una neonata di sei mesi fra le braccia, spiegando che le stava facendo da baby-sitter. Salvo poi confessare che la sera prima aveva ucciso i genitori della bambina a colpi di pistola, per poi versare sui corpi dell’acido muriatico. Ivette Gonzalez Davila, una soldatessa di 22 anni di Fort Lewis (Washington), è stata arrestata con l’accusa di omicidio di primo grado e di rapimento, dopo aver confessato tutto a una compagna di caserma che ha subito avvertito la polizia militare. Anche le vittime sono soldati: Timothy Miller, di 27 anni, e la moglie Randi Miller, di 25, si trovavano nella loro abitazione di Parkland quando Davila li ha uccisi, sparando prima alla donna e poi al marito, che si stava facendo un bagno. Davila, dopo aver trasportato il corpo di Randi nella vasca da bagno, è uscita con la bambina per andare a comprare l’acido che poi ha versato sui due coniugi defunti. Perquisendo la stanza di Davila, la polizia ha ritrovato un barattolo vuoto di acido, la pistola e il portafoglio di Randi. Secondo quanto riferito dalla compagna di caserma di Davila, le due donne si conoscevano, o comunque sapevano l’una dell’altra, perché Randi era in rapporto con un ex fidanzato di Davila, e potrebbe essere questa la chiave del movente. La piccola invece sta bene e attualmente è affidata ai servizi sociali. Nel frattempo Davila è comparsa di fronte alla Pierce County Superior Court per una breve udienza ed è stata subito immortalata dai fotografi nonostante l’opposizione del suo avvocato. Stando a quanto scrive The New Tribune, Davila, nell’esercito dall’ottobre 2004 con una specializzazione in chimica, potrebbe essere giudicata dalla corte militare, a seconda dell’esito dei colloqui al momento in corso fra le autorità. Corriere.it
domenica, 17 febbraio 2008, 17:56
Che cosa sono i private North American Union Police, i nuovi Black Water all'interno degli stati nord americani?... Altro Video
giovedì, 14 febbraio 2008, 01:50
Ha chiesto ad un uomo su una sedia a rotelle di alzarsi per firmare alcune carte nella prigione in cui era stato convocato per alcune infrazioni legate al codice della strada. E alla sua obiezione di non poterlo fare, in quanto quadriplegico, ha reagito in malomodo: sollevando la carrozzina da dietro e facendolo piombare a terra con violenza. Ora per quel suo comportamento così inopportuno per il suo ruolo di ufficiale di polizia, Charlette Marshall-Jones, membro dell'ufficio dello sceriffo della contea di Hillsborough, non lontano da Tampa, in Florida, si ritrova sospesa dal servizio e senza paga, nell'attesa che un'indagine interna avviata dal suo capo stabilisca con esattezza quanto accaduto.L'indagine interna ordinata dallo sceriffo David Gee, in realtà, non avrà molto da stabilire visto che l'intero episodio è stato documentato da una delle telecamere a circuito chiuso in funzione negli uffici. Immagini che non lasciano grande spazio all'immaginazione e che testimoniano di un vero e proprio abuso subito dall'uomo, che si trovava negli uffici per rispondere di alcune contravvenzioni. Al punto che lo stesso Gee ha ritenuto di doversi scusare pubblicamente per la disavventura capitata all'uomo, il 32enne Brian Sterner, che da 14 anni ha perso l'uso delle gambe in un incidente capitatogli nel 1994 durante un incontro di wrestling. «Voglio assicurare mr Sterner e anche tutti gli altri cittadini - ha detto lo sceriffo - che su quanto accaduto indagheremo a fondo. Sono personalmente imbarazzato e choccato dal terribile trattamento che ha ricevuto. Non posso e non vogliono neppure cercare di trovare una spiegazione a quanto si vede nel video».L'agente protagonista del caso ha 22 anni di esperienza alle spalle e da 4 lavora nell'ufficio della contea. Corriere.it

Il video
sabato, 26 gennaio 2008, 12:31
Un 16enne e' stato arrestato perche' voleva dirottare un volo. Il giovane era partito da Los Angeles con un aereo della Southwest; in un biglietto aveva scritto il suo piano, in una borsa invece c'erano manette, corde e nastro adesivo. Ad avvertire la polizia, sono stati i genitori del 16enne che aveva usato le loro carte di credito per pagare due biglietti aerei. Appena il volo e' atterrato a Nashville, la polizia lo ha arrestato e condotto nel penitenziario minorile della contea di Davidson.
lunedì, 21 gennaio 2008, 17:35
Arcadia Street porta fino ad un boschetto fitto, chiuso tra la zona industriale di Fort Myers e l'autostrada. Una zona poco frequentata, terreno di scambio tra malavitosi e deposito di resti di animali. Alle 10.30 del 23 marzo di un anno fa, un funzionario incaricato di eseguire un sopralluogo si inoltra fra gli alberi. Fa due passi e scorge «qualcosa» che spunta tra le foglie. Un altro passo. Il «qualcosa » gli buca lo stomaco: è un teschio. E non sarà l'unico. Prima del tramonto la polizia scopre i resti scheletriti di almeno otto individui. La Omicidi chiede aiuto alla Scientifica, convoca specialisti, ingaggia periti che hanno lavorato sulle vittime dell'11 settembre. Ad un antropologo forense è affidato il compito di «leggere le ossa», ad un botanico l'analisi del terreno, all'unità «scomparsi » l'esame delle denunce. Passano i mesi prima che la polizia arrivi alle prime conclusioni. Le persone sono state assassinate tra la fine del 1980 e il 2000. Sono di razza bianca o ispanica; tutti, con l'eccezione di uno, hanno una buona dentatura; la loro età è compresa tra i 20 e i 40 anni. Non c'è traccia di vestiti né di un anello o di una collanina. (...) Il presunto killer ha sempre respinto ogni accusa denunciando di essere perseguitato perché gay. Inoltre alcune delle vittime sarebbero state assassinate dopo la sua cattura. Corriere.it
sabato, 12 gennaio 2008, 13:27
Getta i quattro figli dal ponte: il gesto per ritorsione contro la ex moglie che non voleva concedergli la custodia dei bimbi. Video
lunedì, 07 gennaio 2008, 13:22
 Quando gli agenti hanno bussato alla porta del 25enne americano Christopher Lee McCuin, hanno trovato il cadavere fatto a pezzi dell'amica 21enne Jana Shearer. In una pentola sul fuoco nella cucina della madre c'era un orecchio della ragazza. La storia raccapricciante arriva dalla piccola cittadina di Tyler, 90mila abitanti, in Texas. Gli inquirenti non hanno ancora chiarito se l'uomo, accusato di omicidio, abbia anche effettivamente consumato la carne della fidanzata. Come riferisce il Dallas Morning News sarebbe stato lo stesso McCuin a chiamare sabato mattina il pronto intervento del 911. Nella telefonata, apparentemente con voce tranquilla, il ragazzo avrebbe descritto e ammesso l'atroce omicidio aggiungendo che stava cucinando in quel preciso istante la fidanzata. «Probabilmente si apprestava a mangiarla», ha spiegato lo sceriffo di Smith County J.B. Smith. La giovane, Jana Shearer, sarebbe stata sequestrata e uccisa nella giornata di venerdì; il suo corpo maciullato è stato rinvenuto sui sedili posteriori del furgone nel garage dell'abitazione. McCuin è accusato, inoltre, di tentato omicidio nei confronti del fidanzato della ex moglie, tuttora ricoverato in ospedale in fin di vita. L'uomo, che già in passato è stato arrestato per aggressione, si trova ora agli arresti nel carcere di Smith County. Corriere.it
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