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Alba a New York


In questa New York ancora gelata dal dolore, l’aspetto più agghiacciante è il silenzio. Si prega anche senza parole, semplicemente stando insieme, come in Union Square, proprio a ridosso dell’apocalisse. Vado sulla prima avenue, al Bellevue hospital, dove arrivano i feriti, diventato il punto d’incontro sponteaneo di chi cerca qualcuno. Cartoline, biglietti, foto, fiori: hanno costruito qwello che chiamano ormai il muro della preghiera che in realta’ è un grande, angosciante monumento alla speranza infinita, purtroppo spesso l’illusione di ritrovare ancora in vita i propri cari. (…) Tra fiaccole e lacrime anche balli, di una forza struggente contro tutte le violenze…. Ma soprattutto canti: disperati, che invocano la pace. Si prega per chi non c’è più ma soprattutto per chi resta. Per il futuro del mondo. (…) C’era il sole anche martedì scorso. Sembrava l’inizio di una giornata bellissima e invece all’improvviso si è scatenato l’inferno, il buio, proprio alle 8,45 come adesso. Le due torri gemelle erano laggiù dove adesso c’è il vuoto. Al panorama fantastico di Brooklyn mancheranno per sempre i grattacieli più alti e forse più belli. (…) Lacrime, rabbia e rovine mentre dall’altra parte a Manhattan dentro il grande cratere si continua a scavare, anche con le mani, centimetro per centimetro per per cancellare almeno i segni del disastro. Ma ci vorrà molto tempo. (…) La vedo male perche’ gli americani sono realmente sul piede di guerra. La sensazione è palpabile girando nella rabbia di New York, attraversando il dolore. La metropoli piu’ gioiosa e trasgressiva del pianeta è diventata (anche fisicamente) un enorme, straziante mausoleo. Tutte le pareti sono piene di foto e cartelli a lutto, tutte le piazze sono invase dai lumini. E ci sono ancora feriti e lavoro per togliere quella massa spropositata di rovine. Il fumo ancora non e’ sparito e ti entra dentro. I "padroni del mondo" si sentono improvvisamente indifesi e questo mi spaventa.
New York, settembre 2001
Quelli dell'11 settembre


L’operazione è partita di fatto il 28 maggio, quasi quattro mesi prima della strage. Base iniziale dei terroristi la Florida, nell’ultima fase Boston. Tutto ruota intorno alla figura di Mohammed Atta, 33 anni, almeno altri cinque nomi conosciuti, di origini kuwaitiane ma con passaporto saudita. Arrivato per la prima volta negli Stati Uniti nel maggio del 2000. Ha sicuramente fatto un paio di viaggi in Europa, a Barcellona e Praga, dove avrebbe incontrato estremisti islamici irakeni e sauditi. Poi si è trasferito per otto mesi in Germania, dove si è laureato in architettura urbana. Il 2 maggio di quest’anno e’ tornato negli Stati Uniti. Ha preso un brevetto di volo e una patente di guida con identità egiziana. Di carattere violento ha aggredito uno sceriffo in Florida ma non si è mai presentato davanti alla corte. Gli investigatori hanno ricostruito comunque da allora tutti i suoi movimenti e quelli del gruppo suicida. Un’attività sincronizzata attraverso 45 email in inglese e arabo spedite da biblioteche pubbliche e alcuni incontri in motel. L’ultima fase dell’operazione è scattata il 6 agosto. Atta noleggia un’auto a Pompano Beach, in Florida. Il 15 agosto noleggia una seconda auto. Il 25 agosto i dieci dirottatori cominciano ad acquistare i biglietti aerei presso l’American airlines e la United airlines. Acquistano due biglietti al giorno con carta di credito e una volta in contanti. Il 6 settembre Atta è visto girare in auto fuori l’aeroporto Logan. Il commando si è trasferitopoi a Boston. Il 10 settenbre dormono a gruppi di due in vari motel del Massacchussettes. Mohammed Atta dorme a Portland in Maine. All’alba prende l’aereo per Boston ed è ripreso da una telecamera. E’ l’ultimo passaggio prima di salire sul volo n.11 che guiderà contro le torri di New York.

Per tre giorni sono stato a Boston, da dove sono partiti i due aerei carichi dell'odio dei terroristi che poi hanno frantumato le torri gemelle. E mi sono meravigliato di due aspetti che forse spiegano l'apocalisse. L'aeroporto Logan e' ancora un colabrodo. Ho trovato tracce pesanti di Bin Laden dappertutto. Sono stato nella strada dove viveva la madre (la strada e' tutta sua) e nel palazzo dove abitavano due fratelli. Per capirci: il nemico gli Stati Uniti l'hanno sempre avuto in casa senza saperlo. E probabilmente lo hanno ancora.
Boston, settembre 2001
Area 51
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Stati Uniti


Gli Stati Uniti d'America sono una repubblica federale democratica dell'America Settentrionale. Confinano a nord con il Canada e a sud con il Messico, mentre ad est e ad ovest sono bagnati rispettivamente dall'Oceano Atlantico e dall'Oceano Pacifico. Le acque territoriali dell'Alaska confinano con la Russia (Stretto di Bering). Già economicamente molto sviluppati alla fine del XIX secolo, dopo la seconda guerra mondiale sono diventati una superpotenza economica, militare e culturale, la prima nel mondo per prodotto interno lordo.

Gli Stati Uniti d’America sono una repubblica federale di tipo presidenziale, che si estende nel continente nordamericano fra il Canada a Nord e il Messico a sud per 9.372.614 Km quadrati con 248.709.873 abitanti, La capitale è Washington, altre città importanti sono New York, Chicago, Los Angeles, Filadelfia ecc.L’unione è formata da 50 stati di cui 49 continentali e 1 insulare, l’arcipelago delle Hawaii. Altri territori legati agli USA con status particolari sono: Portorico, le isole Vergini Americane, Guam, le Samoa Americane od Orientali, le Marianne Settentrionali, le Marshall, le Cardine Orientali e altre isole del Pacifico.

Il sostantivo "America" deriva dal nome dell'esploratore italiano Amerigo Vespucci, che per primo riconobbe di essere di fronte a un nuovo continente, e non, come si credeva, ad alcune isole asiatiche. La prima volta che comparve il nome "America" fu nella Cosmographiae Introductio, pubblicata nel 1507 dal cartografo tedesco Martin Waldseemüller, che propose di dare al "nuovo continente" il nome di Vespucci. Inizialmente il nome "America" fu utilizzato per il Sud del continente. Successivamente venne esteso anche alla parte Nord. Ma fu Benjamin Franklin, mediante fitti rapporti epistolari con personalità di ogni classe, a diffondere la parola americani (parola individuante un unico popolo), così da renderla d'uso comune.

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mercoledì, 02 luglio 2008, 19:15
water_b1Il nome ha un che di romantico, perché waterboarding ricorda giochi d'acqua o anche l'asse della lavandaia, quello che le donne di campagna usavano per lavare i panni nel ruscello del villaggio. Ma con la guerra al terrorismo la pratica del waterboarding è diventata sinonimo di interrogatorio brutale: si lega il sospettato a una panca, gli si mette un cappuccio per aumentare la paura e la sensazione di impotenza, gli si versa acqua sulla faccia, nelle narici, in bocca. La vittima crede di annegare, rischia davvero di annegare e cede. Dicono che anche i più feroci uomini di Al Qaeda abbiano parlato dopo meno di venti secondi di «trattamento». L'anno scorso Christopher Hitchens, il giornalista, scrittore e polemista britannico trapiantato negli Stati Uniti, in un articolo cercò di distinguere tra le tecniche di «interrogatorio estremo» per sventare attentati imminenti e di «aperta tortura». I suoi avversari ribatterono che siccome Hitchens sosteneva che gli americani non si abbassano alla tortura dei prigionieri e siccome però è noto che in Iraq, Afghanistan e nei «buchi neri» (i centri di detenzione clandestini) il waterboarding è stato usato, questo metodo orrendo nella sua visione farebbe parte del genere «interrogatorio estremo». Qualcuno, spinto da vis polemica, consigliò a Hitchens di provare. Lo scrittore, che è anche collaboratore del Corriere della Sera, ha accettato la sfida. E sul numero di agosto di Vanity Fair racconta. «Sopra il cappuccio sono stati aggiunti tre strati di stoffa. In questa oscurità che ti prendeva, ho atteso a testa in giù finchè una cascata d'acqua mi è risalita attraverso le narici... ho trattenuto il fiato per un po', poi ho dovuto esalare e poi inalare. Questo ha fatto incollare il tessuto bagnato alle mie narici... panico... Ho fatto il segnale convenuto per la fine dell'esperimento e ho sentito un incredibile sollievo mentre tornavo in posizione eretta». A questo punto, con onestà intellettuale Hitchens affronta la giustificazione degli esperti di interrogatori nelle forze speciali Usa, secondo i quali il waterboarding «simula la sensazione di affogamento». «In realtà stai affogando, o piuttosto ti stanno annegando», conclude lo scrittore. Il titolo di Vanity Fair all'articolo di Hitchens è «Credetemi, questa è tortura».  Video
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lunedì, 23 giugno 2008, 02:17
L’asilo degli orrori non aveva finestre e operava in incognito in una minuscola cittadina del Texas, a un’oretta di macchina da Dallas. A Mineola, comunità ultraconservatrice di 5.100 anime e 30 chiese, sapevano che là dentro succedeva qualcosa di losco, ma credevano fosse un club per scambi di coppie. Nessuno avrebbe mai immaginato che bambini, alcuni di appena cinque anni, erano costretti a esibirsi in spettacoli porno di fronte a una platea di adulti. Avevano come unico alleato, per sopportare gli abusi, dei potenti analgesici a base di codeina, le chiamavano «le pillole che fanno diventare scemi». Già due persone sono state condannate in relazione alla vicenda. Alla giuria popolare, che ha deliberato all’inizio dell’anno, sono bastati cinque minuti in camera di consiglio per decidere: ergastolo, il massimo della pena. segue
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venerdì, 06 giugno 2008, 01:28
Due persone, tra cui un ragazzo di 15 anni, hanno perso la vita in due diverse sparatorie ieri a Manhattan. Vicino a Chinatown, un poliziotto e' stato ucciso nell'atrio di un condominio da due uomini che hanno anche ferito al volto la portiera. Sempre ieri un ragazzo di 15 anni e' stato assassinato a fucilate sulla novantesima strada. A sparargli sarebbe stato un 16enne, residente sulla 5th Avenue, accusato ora di detenzione illecita di armi da fuoco e tentato omicidio. Ricercata anche un'altra persona che avrebbe sparato al ragazzo il colpo fatale.
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giovedì, 08 maggio 2008, 21:55
reuters128738090705112438_bigA due giorni dalla richiesta di aiuto lanciata online dell'Interpol, la polizia degli Stati Uniti ha arrestato a Union City, nel New Jersey, un sospetto pedofilo, accusato di aver abusato sessualmente di almeno tre bambini del sudest asiatico. L'Interpol lo ha identificato come Wayne Nelson Corliss, attore che si fa chiamare anche con il nome d’arte di «Casey Wane». Fotografie sequestrate dalla polizia in Norvegia nel 2006 hanno mostrato i presunti abusi dell’uomo. Al momento degli abusi i bambini avevano tra i sei e i dieci anni. L’organizzazione internazionale di polizia criminale, che ha sede a Lione, aveva diffuso sei fotografie dell’uomo, di razza bianca, capelli grigi e occhiali, sul suo sito internet. Sulla Rete erano state ritrovate centinaia di immagini, circa 800, nelle quali l’uomo abusa sessualmente di minori. L’Interpol aveva invitato «tutte le persone in possesso di informazioni su quest’uomo e sul suo luogo di soggiorno» a contattare l’Ufficio centrale nazionale dell’Interpol, anche tramite internet 
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mercoledì, 07 maggio 2008, 23:00

pestaggioEnnesimo pestaggio della violentissima polizia americana. Le immagini sono state rubate da un elicottero: i poliziotti di Philadelphia fermano un'auto sospetta e prendono a calci i tre uomini (da LiveLeak.com) Video

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sabato, 26 aprile 2008, 16:18

Sentenza chock a New York: tre poliziotti sono stati assolti dall'accusa di avere ucciso un giovane nero disarmato alla vigilia del matrimonio. Sean Bell, 23 anni, padre di due bambini, venne raggiunto da 50 colpi sparati a raffica dagli agenti. Al termine di un processo durato due mesi, la Corte Suprema dello stato di New York a Queens ha dichiarato Michael Oliver, Gescard Isnora e Marc Cooper non colpevoli di tutti i capi di accusa. Il 25 novembre del 2006 Bell era stato preso di mira quando con due amici, Joseph Guzman e Trent Benefield, lasciava un locale di spogliarello, dove aveva trascorso la notte prima del matrimonio. Il caso aveva provocato sdegno e proteste nella comunità afro-americana di New York. In aula oggi erano presenti i genitori e la fidanzata del ragazzo. Fuori, una manifestazione pacifica ha accolto con emozione il verdetto. Il padre di Bell ha chiesto un nuovo processo, stavolta davanti a un tribunale federale. Il sindacato dei poliziotti, al contrario, ha applaudito la sentenza: "Un messaggio a tutti i nostri agenti che la giustizia riesce a essere equa", ha detto un portavoce.  Repubblica.it

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martedì, 22 aprile 2008, 23:59
acqua-B1L'acqua che scende dall'alto è limpida. Un fiotto compatto. Inesorabile. Entra nella gola, stimola la faringe e il prigioniero ha la netta sensazione di annegare. A questo punto, non gli resta che implorare pietà. «Il terrore di morire - spiegano gli esperti - porta quasi immediatamente a chiedere che il trattamento abbia termine». Si chiama «waterboarding» (o annegamento simulato) ed è una delle tecniche più dure utilizzate negli interrogatori contro i presunti terroristi di Al Qaeda. Adesso, «quello che la Cia non vuol far vedere», è sul web: un video choc realizzato da Amnesty International che racconta in pochi secondi quello che accade in certe prigioni americane. Nei giorni scorsi George W. Bush ha ammesso di essere a conoscenza dell'utilizzo di queste pratiche. «Lo abbiamo fatto per proteggere il popolo americano» ha spiegato il presidente Usa. Ma le sue affermazioni hanno provocato una serie di reazioni e di polemiche. Tra queste, la dura presa di posizione di Amnesty. Per sensibilizzare l'opinione pubblica, e soprattutto l'amministrazione Usa, l'organizzazione internazionale ha pubblicato su Internet una serie di video nell'ambito della campagna «Unsubscribe-me» contro le violazioni dei diritti umani nella «guerra al terrore». L'ultimo è quello sul «waterboarding». «La minaccia del terrorismo è reale - si legge sul sito Internet dell'iniziativa - ma calpestare i diritti umani e abbandonare i nostri valori non è la risposta giusta». Malcom Nance, che a lungo ha insegnato agli uomini della sicurezza americana a resistere agli interrogatori in cui veniva usato il «waterboarding», chiede la fine immediata di questa pratica. «Mi vergogno per il fatto che il presidente Bush abbia autorizzato il suo uso e abbia così gettato nel fango la reputazione degli Stati Uniti», ha dichiarato. Il presidente statunitense è stato molto criticato anche per aver respinto una proposta parlamentare finalizzata a mettere fuori legge questo tipo di interrogatorio. «Il nostro film mostra ciò che la Cia non vuol far vedere - spiega Kate Allen, direttrice di Amnesty International in Gran Bretagna - vale a dire la disgustosa realtà degli annegamenti simulati». Corriere.it
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giovedì, 06 marzo 2008, 10:18
DETROITb1«Fragola» è bella ed è molto desiderata. Per questo la pagano bene quando lascia cadere il vestito nei night di Detroit. I clienti apprezzano. Ma forse non sono gli unici. «Fragola» ha mostrato il suo corpo a qualcuno di importante. In un fine settimana nel settembre 2002, l'avrebbero vista alla «Manoogian Mansion», la residenza del sindaco di Detroit Kwame Kilpatrick. Una esibizione seguita da un fuoriprogramma. La moglie del sindaco, Carlita, sarebbe piombata nella villa ed avrebbe preso a sberle la spogliarellista. «Spazzatura», ribattono gli amici di Kilpatrick convinti di cancellare le ombre. Ma ombre ancora più nere tornano il 30 aprile di un anno dopo. «Fragola», il cui vero nome è Tamara Greene, 27 anni, è assassinata a colpi di pistola in una via di Detroit. Il killer risparmia il compagno della donna che le è seduto accanto nella vettura. A terra rimangono diversi bossoli. Per la scientifica potrebbero essere stati sparati da un Glock, arma in dotazione alla polizia, ma comune anche tra i criminali. Il delitto rilancia, sotto una luce diversa, la presunta esibizione di «Fragola». Kilpatrick reagisce con veemenza. Smentisce tutto e caccia il vice capo della polizia Gary Brown, colpevole di indagare sulla spogliarellista e sui comportamenti illegali all'interno del Comune. In soccorso di Kilpatrick interviene il procuratore Mike Cox che liquida la vicenda del balletto come «una leggenda metropolitana ». Si muove anche la polizia di Stato — separata da quella metropolitana — e raccoglie testimonianze che sembrano dare ragione al magistrato. Ma l'atmosfera a Detroit è putrida. C'è un clima di sospetto, di pugnalate nell'ombra, di ricatti. Un ambiente che piacerebbe allo scrittore James Ellroy. Accade così che una pattuglia fermi per eccesso di velocità l'assistente del sindaco, Christine Betty. Una donna in carriera e molto — forse troppo — vicina al primo cittadino. Lei risponde telefonando al capo della polizia e insultando gli agenti: «Voi non sapete chi c... sono io?». Poi insinua che si è trattato di una trappola ordita dalla polizia. La poltrona di Kilpatrick diventa rovente. Nell'aprile del 2004 la polizia di stato afferma che il giudice Cox ha ostacolato l'indagine e un tenente della Omicidi di Detroit, Alwin Bowman, accusa: «Mi hanno trasferito per impedire che facessi luce sul delitto di Tamara». Il giallo di «Fragola» si intreccia con le beghe consiliari. La stampa picchia duro, i reporter scavano nella melma, si attaccano dove possono. È di nuovo la moglie Carlita a finire in prima pagina perché usa un gigantesco Suv fornito al Comune per le esigenze della polizia. Nulla rispetto ai guai che aspettano il marito. Vengono infatti diffusi dei messaggi sms dai rivelano rapporti troppo «stretti» tra Kilpatrick e l'assistente Christine Betty. Agli schizzi di fango segue un altro colpo. L'ex tenente Bowman presenta, il 29 febbraio, una denuncia che scuote il Palazzo: «Tamara è stata uccisa da qualcuno della polizia. E c'era un legame tra la vittima e uno stretto collaboratore del sindaco». L'ufficiale aggiunge che i suoi superiori hanno sempre mostrato «un interesse inusuale» per il caso. L'allora capo Jerry Oliver e il suo successore, l'ambiziosa Ella Bully Cummings, pretendevano di aver libero accesso alle carte dell'indagine. Una via vai di cartelline che avrebbero causato la perdita di documenti importanti. Un altro detective testimonia che alcune informazioni sono state cancellate dai computer del Dipartimento. Il tiro si sposta sulla Cummings che ha passato, contro ogni logica, il dossier Fragola all'unità «Cold case». Un modo per affossare l'inchiesta, dicono i nemici. «Non è vero», ribatte la Cummings chiedendo la collaborazione dei cittadini. Le ha risposto un amico della vittima: «Tamara doveva ricevere un grossa somma di denaro ». Era il prezzo del silenzio? Forse hanno preferito pagarla con una scarica di piombo.  Corriere.it
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mercoledì, 05 marzo 2008, 12:10
Inseguimento da film a Los Angeles: quarantacinque minuti per bloccare un ladro d'auto. Video
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martedì, 04 marzo 2008, 22:20

omicidaB1Si è presentata in caserma domenica pomeriggio con una neonata di sei mesi fra le braccia, spiegando che le stava facendo da baby-sitter. Salvo poi confessare che la sera prima aveva ucciso i genitori della bambina a colpi di pistola, per poi versare sui corpi dell’acido muriatico. Ivette Gonzalez Davila, una soldatessa di 22 anni di Fort Lewis (Washington), è stata arrestata con l’accusa di omicidio di primo grado e di rapimento, dopo aver confessato tutto a una compagna di caserma che ha subito avvertito la polizia militare. Anche le vittime sono soldati: Timothy Miller, di 27 anni, e la moglie Randi Miller, di 25, si trovavano nella loro abitazione di Parkland quando Davila li ha uccisi, sparando prima alla donna e poi al marito, che si stava facendo un bagno. Davila, dopo aver trasportato il corpo di Randi nella vasca da bagno, è uscita con la bambina per andare a comprare l’acido che poi ha versato sui due coniugi defunti. Perquisendo la stanza di Davila, la polizia ha ritrovato un barattolo vuoto di acido, la pistola e il portafoglio di Randi. Secondo quanto riferito dalla compagna di caserma di Davila, le due donne si conoscevano, o comunque sapevano l’una dell’altra, perché Randi era in rapporto con un ex fidanzato di Davila, e potrebbe essere questa la chiave del movente. La piccola invece sta bene e attualmente è affidata ai servizi sociali. Nel frattempo Davila è comparsa di fronte alla Pierce County Superior Court per una breve udienza ed è stata subito immortalata dai fotografi nonostante l’opposizione del suo avvocato. Stando a quanto scrive The New Tribune, Davila, nell’esercito dall’ottobre 2004 con una specializzazione in chimica, potrebbe essere giudicata dalla corte militare, a seconda dell’esito dei colloqui al momento in corso fra le autorità. Corriere.it

postato da gull · permalink · commenti
domenica, 17 febbraio 2008, 17:56

Che cosa sono i private North American Union Police, i nuovi Black Water all'interno degli stati nord americani?... Altro Video
postato da latorredibabele · permalink · commenti
giovedì, 14 febbraio 2008, 01:50

Ha chiesto ad un uomo su una sedia a rotelle di alzarsi per firmare alcune carte nella prigione in cui era stato convocato per alcune infrazioni legate al codice della strada. E alla sua obiezione di non poterlo fare, in quanto quadriplegico, ha reagito in malomodo: sollevando la carrozzina da dietro e facendolo piombare a terra con violenza. Ora per quel suo comportamento così inopportuno per il suo ruolo di ufficiale di polizia, Charlette Marshall-Jones, membro dell'ufficio dello sceriffo della contea di Hillsborough, non lontano da Tampa, in Florida, si ritrova sospesa dal servizio e senza paga, nell'attesa che un'indagine interna avviata dal suo capo stabilisca con esattezza quanto accaduto.L'indagine interna ordinata dallo sceriffo David Gee, in realtà, non avrà molto da stabilire visto che l'intero episodio è stato documentato da una delle telecamere a circuito chiuso in funzione negli uffici. Immagini che non lasciano grande spazio all'immaginazione e che testimoniano di un vero e proprio abuso subito dall'uomo, che si trovava negli uffici per rispondere di alcune contravvenzioni. Al punto che lo stesso Gee ha ritenuto di doversi scusare pubblicamente per la disavventura capitata all'uomo, il 32enne Brian Sterner, che da 14 anni ha perso l'uso delle gambe in un incidente capitatogli nel 1994 durante un incontro di wrestling. «Voglio assicurare mr Sterner e anche tutti gli altri cittadini - ha detto lo sceriffo - che su quanto accaduto indagheremo a fondo. Sono personalmente imbarazzato e choccato dal terribile trattamento che ha ricevuto. Non posso e non vogliono neppure cercare di trovare una spiegazione a quanto si vede nel video».L'agente protagonista del caso ha 22 anni di esperienza alle spalle e da 4 lavora nell'ufficio della contea. Corriere.it

Il video

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sabato, 26 gennaio 2008, 12:31
Un 16enne e' stato arrestato perche' voleva dirottare un volo. Il giovane era partito da Los Angeles con un aereo della Southwest; in un biglietto aveva scritto il suo piano, in una borsa invece c'erano manette, corde e nastro adesivo. Ad avvertire la polizia, sono stati i genitori del 16enne che aveva usato le loro carte di credito per pagare due biglietti aerei. Appena il volo e' atterrato a Nashville, la polizia lo ha arrestato e condotto nel penitenziario minorile della contea di Davidson.
postato da latorredibabele · permalink · commenti
lunedì, 21 gennaio 2008, 17:35

floridaArcadia Street porta fino ad un boschetto fitto, chiuso tra la zona industriale di Fort Myers e l'autostrada. Una zona poco frequentata, terreno di scambio tra malavitosi e deposito di resti di animali. Alle 10.30 del 23 marzo di un anno fa, un funzionario incaricato di eseguire un sopralluogo si inoltra fra gli alberi. Fa due passi e scorge «qualcosa» che spunta tra le foglie. Un altro passo. Il «qualcosa » gli buca lo stomaco: è un teschio. E non sarà l'unico. Prima del tramonto la polizia scopre i resti scheletriti di almeno otto individui. La Omicidi chiede aiuto alla Scientifica, convoca specialisti, ingaggia periti che hanno lavorato sulle vittime dell'11 settembre. Ad un antropologo forense è affidato il compito di «leggere le ossa», ad un botanico l'analisi del terreno, all'unità «scomparsi » l'esame delle denunce. Passano i mesi prima che la polizia arrivi alle prime conclusioni. Le persone sono state assassinate tra la fine del 1980 e il 2000. Sono di razza bianca o ispanica; tutti, con l'eccezione di uno, hanno una buona dentatura; la loro età è compresa tra i 20 e i 40 anni. Non c'è traccia di vestiti né di un anello o di una collanina. (...) Il presunto killer ha sempre respinto ogni accusa denunciando di essere perseguitato perché gay. Inoltre alcune delle vittime sarebbero state assassinate dopo la sua cattura. Corriere.it

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sabato, 12 gennaio 2008, 13:27
Getta i quattro figli dal ponte: il gesto per ritorsione contro la ex moglie che non voleva concedergli la custodia dei bimbi. Video 
postato da latorredibabele · permalink · commenti
lunedì, 07 gennaio 2008, 13:22
Christopher-Lee-McCuin_B1Quando gli agenti hanno bussato alla porta del 25enne americano Christopher Lee McCuin, hanno trovato il cadavere fatto a pezzi dell'amica 21enne Jana Shearer. In una pentola sul fuoco nella cucina della madre c'era un orecchio della ragazza. La storia raccapricciante arriva dalla piccola cittadina di Tyler, 90mila abitanti, in Texas. Gli inquirenti non hanno ancora chiarito se l'uomo, accusato di omicidio, abbia anche effettivamente consumato la carne della fidanzata. Come riferisce il Dallas Morning News sarebbe stato lo stesso McCuin a chiamare sabato mattina il pronto intervento del 911. Nella telefonata, apparentemente con voce tranquilla, il ragazzo avrebbe descritto e ammesso l'atroce omicidio aggiungendo che stava cucinando in quel preciso istante la fidanzata. «Probabilmente si apprestava a mangiarla», ha spiegato lo sceriffo di Smith County J.B. Smith. La giovane, Jana Shearer, sarebbe stata sequestrata e uccisa nella giornata di venerdì; il suo corpo maciullato è stato rinvenuto sui sedili posteriori del furgone nel garage dell'abitazione. McCuin è accusato, inoltre, di tentato omicidio nei confronti del fidanzato della ex moglie, tuttora ricoverato in ospedale in fin di vita. L'uomo, che già in passato è stato arrestato per aggressione, si trova ora agli arresti nel carcere di Smith County.  Corriere.it
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