Succede, in America
Comunque il centro del mondo
PINO SCACCIA
no war
pinoscaccia@gmail.com
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sabato, 05 luglio 2008, 19:09

Un reduce americano ha celebrato a suo modo il 4 luglio: ha fatto inviare 3mila pizze ai soldati americani in Iraq e Afghanistan. L'iniziativa e' del veterano Mark Evans, reduce dell'U.S Air Force e convinto sostenitore dei valori del 4 luglio. Per essere vicino e solidale in occasione della ricorrenza ai tanti soldati Usa impegnati sui fronti di guerra, Evans ha organizzato una colletta e ordinato alla pizzeria sotto casa a Chicago 3mila pizze che ha fatto inviare congelate.
venerdì, 04 luglio 2008, 12:47
La svolta moderata di Barack Obama si è completata ieri sera a Fargo, nello Stato conservatore del North Dakota, quando il candidato democratico ha frenato sui tempi del ritiro dei soldati americani dall'Iraq: «Dobbiamo essere tanto prudenti nel lasciare il paese quanto siamo stati imprudenti nell'andarci». Il senatore nero continua a sostenere che metterà fine alla guerra in Iraq, ma parlando del suo imminente viaggio a Kabul e Bagdad ha sottolineato che andrà ad ascoltare i comandanti militari per capire come il ritiro si possa fare in modo sicuro e in tempi che permettano di garantire stabilità al Paese. «Sono sicuro che sul campo raccoglierò ulteriori informazioni e potrò così definire meglio la mia politica», ha aggiunto non escludendo di poter rivedere la sua strategia. Da settimane i toni di Obama sull'Iraq andavano sfumandosi, sottolineava che prima di tutto bisognava evitare di far correre rischi alle truppe con un rientro affrettato, ma ieri per la prima volta ha detto che l'impegno di far rientrare l'ultimo soldato entro sedici mesi (all'inizio della campagna elettorale erano due) dal suo insediamento alla Casa Bianca potrebbe non essere tassativo. Durante le primarie aveva ripetutamente affermato che bisognava procedere a tappe forzate, ritirando due brigate al mese. Ora le cose sembrano cambiate, per contrastare l'ex militare John McCain Obama ha scelto una linea più morbida e viuole evitare passi falsi anche se continua a ritenere la guerra sbagliata: «Continuo a ritenere - ha sottolineato - un errore strategico pensare ad una occupazione di lungo periodo in Iraq, soprattutto nel momento in cui le condizioni in Afghanistan peggiorano e Al Qaeda continua a rafforzarsi nel nordovest del Pakistan. E poi stiamo spendendo dai 10 ai 12 miliardi di dollari al mese, soldi di cui abbiamo disperatamente bisogno a casa, senza parlare dello stress per i soldati». segue
domenica, 01 giugno 2008, 19:34
Balza alle stelle il numero di militari statunitensi trattati per disordini da stress post-traumatico (Ptsd). Il numero dei pazienti in cura al ritorno da missioni sempre frequenti e durature nei teatri di guerra in Afghanistan e Iraq ha subito un aumento del 50 percento nel 2007, rispetto al 2006. L'incremento ha portato a 40 mila il numero dei soldati ai quali è stata diagnosticata tale forma di stress a seguito di uno dei due conflitti. La maggior parte di loro ha prestato servizio nell'esercito, il corpo che ha il più alto numero di vittime di Ptsd, 28.365, diecimila dei quali solo lo scorso anno. Tra i Marines, i malati sono 5.581 (2.114 lo scorso anno). Aeronautica e Marina annoverano meno di un migliaio di casi. I dati sono stati rilasciati dal Ufficio sanitario del Pentagono. Le autorità militari Usa hanno anche riferito che le cifre rese note rappresentano solo una piccola frazione di tutti i dipendenti del Pentagono malati di Ptsd. Tra loro, infatti, non sarebbero stati inclusi quelli presi in carico dal Dipartimento degli affari per i veterani, o gli operatori civili, così come coloro che non denunciano la malattia per paura di essere stigmatizzati o di perdere il lavoro. PeaceReporter
martedì, 27 maggio 2008, 13:20
 Un ragazzino rende omaggio ai caduti americani del Golfo e sepolti nel cimitero militare di Lafayette, in California. Negli Usa si è celebrato il Memorial Day, la giornata dedicata al ricordo dei soldati statunitensi caduti in servizio.
domenica, 18 maggio 2008, 14:26
Usava il corano come bersaglio durante le esercitazioni a un poligono di tiro. Rimpatriato un soldato americano di stanza in Iraq. L'esercito Usa si e' scusato con i capi tribali di Radwaniyah, nella zona occidentale di Bagdad, dove si e' verificato il fatto.
domenica, 11 maggio 2008, 02:08
La nuova guerra fredda e il cyberspazio - Scene già viste nel solito miniserial americano "24"
La nuova guerra fredda non sta semplicemente accellerando con la costruzione e l'ammodernamento degli armamenti bellici, dislocati in ogni parte del mondo, ma subdolamente sfrutta la tecnologia software e hardware della rete mondiale, per anticipare le strategie degli opposti. L'FBI ha scoperto recentemente che milioni di dollari di apparati elettronici acquistati (made in China) per l'ammodernamento informatico di uffici governativi, civili e militari, sono stati modificati all'origine (chip ed eproom) per accedere, senza problemi, in remoto... Vecchie domande che trovano mezze risposte anche per capire una parte del funzionamento del famigerato sistema Echelon occidentale... La prossima volta, quando acquistate un Pc o un fotocopiatore di rete , verificate che nel bios non ci siano strani parametri di settaggio lan... - Info 1 . Info 2 - Info 3 - Info 4 - Info Echelon Wikipedia Gam
giovedì, 08 maggio 2008, 00:02

E' accaduto a un giovane marines americano dislocato in Afghanistan; durante una cruenta battaglia sul campo, innavvertitamente parte una voice mail dal suo cellulare diretto al numero telefonico della sua famiglia, in Oregon. 3 terribili minuti ascoltati dalla madre in cui si sentono grida ed esplosioni di vario genere... Info 1- Info 2 - Info 3 - YouTube Audio
domenica, 04 maggio 2008, 16:41
 E' morto Merlin German, 22 anni, il sergente incursore dell'Esercito statunitense, che il 21 febbraio del 2005 in Iraq rimase ustionato per oltre il 95 per cento del corpo dall'esplosione di una bomba contro la jeep Humvee con cui era diretto a Camp Ramadi. Sopravvissuto contro ogni aspettativa, dette vita alla fondazione 'Merlin's Miracles' (i miracoli di Merlin) "per dare assistenza ai bambini ustionati" e alle loro famiglie. German, stando a quanto ha riferito oggi il sito web della Cnn, e' morto l'11 aprile al Centro medico militare di Brooke, in Texas, per complicazioni sopravvenute a seguito di un'ennesimo intervento chirurgico. Dopo il terribile incidente il sergente fu trasferito in Germania e poi a Brooke,, una delle strutture militari specializzate nelle grandi ustioni. Li' rimase in terapia intensiva per nove mesi e fu sottoposto a oltre 100 operazioni. Dopo diciassette mesi fu riportato a casa. "E' difficile descrivere il senso di perdita. Lo ebbero a cuore tutte le persone che ebbero modo di avvicinarlo", ha detto il chirurgo Evan Renz, "Sin dal primo momento ci fece capire che avrebbe combattuto contro la morte ed e' stato d'esempio per molti altri".
martedì, 29 aprile 2008, 01:47
Bufera sul Tribeca Film Festival di Robert De Niro dopo che Errol Morris, il regista di uno dei documentari in programma — Standard Operating Procedure sullo scandalo degli abusi nel carcere iracheno di Abu Ghraib, presentato per la prima volta al festival di Berlino — ha ammesso di aver pagato i soldati che ha intervistato e che compaiono nel suo cortometraggio. «Sono stato costretto a farlo— ha ammesso in un'intervista al New York Times Morris, vincitore del Premio Oscar per il documentario Fog of War, sulla guerra del Vietnam —. In caso contrario non avrebbero mai acconsentito ad essere intervistati». segue
giovedì, 24 aprile 2008, 01:45

Esercito Usa a Seul: tutti pazzi per il wrestling
domenica, 20 aprile 2008, 15:54
 Analisti militari a libro paga del Pentagono o dell'industria della difesa e informazione manipolata per mettere la politica della Casa Bianca contro il terrorismo e la guerra in Iraq in buona luce di fronte all'opinione pubblica. Questa la durissima accusa lanciata dal New York Times contro l'amministrazione statunitense e il sistema dei media. Secondo l'autorevole quotidiano americano, il Pentagono aveva messo in piedi una vera e propria strategia mediatica per dare popolarità alla guerra contro Saddam Hussein: fare parlare nei principali network televisivi analisti apparentemente del tutto indipendenti, ma in realtà fortemente influenzati e influenzabili. A loro venivano concessi colloqui privati, viaggi, accesso a informazioni riservate. "Dichiarazioni e interviste mostrano come l'amministrazione Bush abbia usato il suo controllo sull'accesso alle informazioni per trasformare gli analisti in una sorta di cavallo di troia... uno strumento per dirigere la copertura dei problemi del terrorismo dall'interno". Repubblica.it
lunedì, 24 marzo 2008, 11:12
"Gli elevati costi in termini di vite umane", di cui aveva parlato pochi giorni fa George W. Bush, sono oggi una cifra a tre zeri. Con i quattro caduti di ieri sera a Bagdad sono 4mila i militari Usa morti in Iraq. A cinque anni dall'inizio del conflitto, Bush si era detto convinto che gli Usa stessero vincendo la partita, ma le cifre dicono che il prezzo che stanno pagando è altissimo. In base ai calcoli di Usa Today, il più diffuso quotidiano degli Stati Uniti, il 98% delle vittime sono uomini, tre quarti dei quali bianchi non ispanici di una età media di 21 anni. Il 52% delle vittime è morto ucciso da una bomba, il 16% da un'arma da fuoco. Il giorno più letale è stato il 26 gennaio 2005, quando un elicottero si è schiantato al suolo, uccidendo 31 militari. Lo stesso giorno sei altri militari sono morti combattendo. Il mese più cruento è stato novembre 2004, con 147 vittime in tutto. Che la situazione sia tutt'altro che rosea lo dimostra anche "l'invisibilità" che circonda i caduti Usa. Le operazioni di rimpatrio delle salme avvengono quasi sempre con grandissima discrezione. Fino a pochi mesi fa era addirittura proibito fotografare le bare. Dopo le proteste dei media le cose sono cambiate ma le foto rimangono molto rare. Repubblica.it Nuove minacce da al Qaeda
giovedì, 20 marzo 2008, 01:36
«Un successo incontestabile». A cinque anni dall'inizio della guerra George W. Bush ha definito così la nuova strategia adottata in Iraq. In un discorso al Pentagono il presidente Usa ha cantato vittoria ma ha anche ammesso che «la battaglia in Iraq è stata più lunga, più dura e più costosa del previsto». In occasione di un anniversario che ha visto tornare nelle piazze americane i dimostranti pacifisti e che vede il bilancio dei morti Usa nel conflitto vicino a quota quattromila, Bush ha ribadito che «rimuovere Saddam Hussein dal potere era la cosa giusta da fare» e che gli Stati Uniti «possono e debbono vincere la guerra in Iraq». L'anniversario cade in un momento in cui l'America è più interessata ai problemi economici e alla battaglia in corso per la scelta del successore di Bush alla Casa Bianca. E se i due candidati democratici Barack Obama e Hillary Clinton hanno promesso di cambiare la strategia americana se saranno eletti, il candidato repubblicano John McCain ha invece elogiato la strategia di Bush. Corriere.it
martedì, 18 marzo 2008, 23:58
 Dopo aver trascorso 521 giorni in carcere, Lynndie England, la soldatessa statunitense simbolo di Abu Ghraib, ritratta nelle foto delle torture ai prigionieri iracheni che hanno fatto il giro del mondo, è tornata in libertà. Dimostrando subito, con un'intervista a Stern (il settimanale tedesco sarà in edicola mercoledì, ma la versione online è già disponibile) di voler dire la sua senza usare mezzi termini nei confronti dell'Amministrazione statunitense. Nell'intervista la soldatessa Lynndie sostiene che l'allora segretario alla Difesa, quel Donald Rumsfeld che la definì una «mela marcia» assieme a George W. Bush, «sapeva quel che accadeva» nella prigione dello scandalo. Rumsfeld, afferma la England, «era stato nella prigione quando io ero lì. E se c'era stato non poteva non sapere. E Bush? Lui è il capo». Tra silenzi, singhiozzi e qualche reticenza, Lynddie England, che nella lunga intervista punta il dito anche sull’uso delle foto-scandalo da parte dei media, spiega di sentirsi adesso «una marionetta nella mani del Governo» e rinnova il suo «dispiacere» per le torture. Corriere.it
venerdì, 14 marzo 2008, 23:49
Un terzo delle donne arruolate nell’Esercito americano e il 6% degli uomini sostiene di essere stato molestato sessualmente. È quanto suggerisce un'indagine condotta dal dipartimento della Difesa. Il dato relativo alle donne è decisamente peggiore rispetto a precedenti indagini analoghe risalenti a molti anni fa, ma migliore rispetto a un sondaggio sullo stesso tema condotto nel 1995. Il Defense Manpower Data Center ha compilato lo studio intervistando 24.000 militari nel 2006. Un rapporto distinto sulle molestie sessuali mostra che un numero inferiore di casi è stato riportato nel 2007, dopo anni di significativi aumenti. L’anno scorso sono stati denunciati 2.688 casi, in calo del 9% rispetto ai 2.947 dell’anno precedente e in rialzo rispetto ai 2.400 del 2005. Tuttavia, essendo cambiate le procedure per le denunce è difficile mettere a paragone i risultati. Il portavoce del Pentagono Bryan Whitman non ha confermato i dettagli del rapporto, ma ha detto che «il calo minimo registrato non dovrebbe necessariamente essere visto come un indicatore di qualunque genere o come un sostanziale cambiamento. Occorrono anni per sviluppare campioni sugli andamenti. Sebbene i numeri siano leggermente inferiori, sarebbe prematuro fare affermazioni in termini di tendenze». Corriere.it
venerdì, 14 marzo 2008, 22:25
Parlando della situazione in Afghanistan, è emerso lo "spirito avventuroso" del presidente degli Stati Uniti George W. Bush. Anziché concentrarsi sui problemi logistici e diplomatici riscontrati nella regione, il presidente si è detto "invidioso" dei soldati per non poter partecipare anche lui a questa "esperienza fantastica", definendola "in un certo senso romantica". "Devo dire che sono un po' invidioso. Se fossi un po' più giovane e non rivestissi questo incarico penso che sarebbe un'esperienza fantastica essere in prima linea per aiutare questa giovane democrazia ad avere successo", ha detto Bush, aggiungendo che "deve essere emozionante per voi, in un certo senso romantico, confrontarsi con il pericolo". Incoraggiando i soldati impegnati al fronte, Bush ha ringraziato le truppe e affermato che "si sta facendo la storia". Nel frattempo, continuano gli scontri nel sud dell'Afghanistan dove oltre 40 insorgenti talebani sono rimasti uccisi sul campo di battaglia e sei civili afghani hanno perso la vita in un attentato suicida che sarebbe stato diretto a un convoglio americano. Apcom
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