Succede, in America
Comunque il centro del mondo
PINO SCACCIA
no war
pinoscaccia@gmail.com
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giovedì, 15 maggio 2008, 22:45
Ben 230 milioni di dollari. Questa la sanzione comminata dalla Corte federale californiana agli spammer Sanford Wallace e Walter Rines, colpevoli di aver inviato oltre 750mila "junk e-mails" su MySpace, in violazione delle norme anti-spam statunitensi. Si tratta della più severa sanzione anti-spam della storia di internet. "D'ora in poi tolleranza zero contro chi danneggia le comunità virtuali - ha dichiarato il capo dell'ufficio sicurezza di MySpace Hemanshu Nigam - Gli spammer hanno un unico obiettivo: far soldi. E noi ne abbiamo un altro: impedirglielo". Il giudice Audrey B. Collins, dall'aula del Tribunale federale di Los Angeles, non ha avuto dubbi, e a poco sono valsi i tentativi della difesa di dimostrare che si trattava solo di e-mail "destinate agli amici". Wallace e Rines, che hanno sfuggito il processo e si sono rifiutati di testimoniare, sono accusati di aver utilizzato i propri account per immettere nel web link e pubblicità per siti "hot" a pagamento. Repubblica.it
lunedì, 21 gennaio 2008, 14:46
Le figlie dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti fanno una vita davvero infelice: non hanno diritto di pensiero e di parola, devono solo vestirsi da brave ragazze, stare composte sul palco alle spalle di mamma e papà e sorridere sempre. Chelsea Clinton, 27 anni, che ha già avuto la vita abbastanza terremotata quando era alla Casa Bianca, oggi si attiene strettamente alle regole: mette la gonna sotto il ginocchio, fa le foto con i supporter della madre, firma autografi, non rilascia interviste e pronuncia un'unica frase: "Si ricordi di votare la mamma, sarà un grande presidente". Sa che chi sgarra rischia grosso: se lo ricordano le gemelle Bush messe all'indice per le loro bravate alcoliche finite su tutti i giornali, o Alexandra Kerry che vide riproposto ovunque il suo vestito troppo trasparente indossato al Festival di Cannes. Per non parlare del dibattito che scatenò l'omosessualità di Mary Cheney, la figlia del vicepresidente repubblicano. Di tutto questo sembra non preoccuparsi Meghan McCain, che viaggia sul pullman della campagna elettorale insieme al padre John e ad un gruppo di amiche. E' il prodotto della generazione Mtv, attentissima alla moda, vive con una lattina di coca cola diet sempre in mano e ha un blog multimediale pieno di foto e video. Repubblica.it
sabato, 15 dicembre 2007, 13:54
 E' partita come semplice gag pubblicitaria di un'agenzia statunitense, è diventato invece un fenomeno della rete e, in clima natalizio, uno dei siti più cliccati. « Snowglobe Boy», letteralmente: «il ragazzo nella palla di neve» ( boule à neige per i francesi o snow globe per gli inglesi), è un certo Ben Eckerson, un impiegato dell'agenzia pubblicitaria McKinney. Il 24enne della Carolina del nord è entrato per scherzo giovedì scorso nella gigantesca sfera di plastica posta dentro il suo ufficio di Durham, in Inghilterra. Doveva restarci solo tre giorni, ma ora - visto il grande successo - l'agenzia ha deciso di continuare questa curiosa campagna. Mangia, dorme, chatta e risponde alle moltissime e-mail che gli giungono da tutto il mondo. Per 51 minuti al giorno esce per soddisfare le necessità fisiologiche. Il ragazzo in pigiama è seguito da tre telecamere 24 ore su 24, il tutto in diretta audio-video sul web. McKinney l'ha definita «una originale cartolina natalizia interattiva per i nostri clienti» e oltretutto, «ecologica». Il ragazzo, sposato da due mesi, la prende con filosofia: «Amo il Natale e lo spirito natalizio. Ora ne faccio direttamente parte», ha raccontato alle emittenti Usa. Il creativo è entrato nella palla di plastica addobbata con l'albero, un pupazzo e la neve finta, giovedì scorso. Dalla sua personale dimora di soli 3,6 metri di diametro, ogni tanto saluta con la mano, si alza dalla poltrona per fare qualche esercizio di stiramento, gioca alla Playstation o chiacchiera con i colleghi, che gli portano da mangiare. La sua uscita era prevista per venerdì, in tempo per la piccola festa di Natale organizzata in ufficio, ma visto il grande successo ha deciso di voler restare, per entrare così anche nel Guinness dei primati. Corriere.it
giovedì, 29 novembre 2007, 23:31
 E' scomparsa. Forse è morta. Tradita forse dalla sua doppia vita. Era una tranquilla studentessa di college durante il giorno, nella cittadina dove viveva, per trasformarsi in un'attrice porno nel mondo del web. Con tanto di sito personale a luci rosse. per la polizia proprio questo sdoppiamento di personalità potrebbe essere all'origine della sua scomparsa avvenuta venerdì scorso a El Dorado nel Kansas. Emily Sander, 18 anni, era per la sua comunità solo una studentessa come le altre, ma per il popolo della rete, a caccia di emozioni forti era Zoey Zane, pornostar, che puntava tutte le sue carte propio sul suo look da ragazzina acqua e sapone che la faceva sembrare più giovane della sua età. E proprio sull'immagine da ragazzina perversa La Sander voleva costruirsi una carriera che le avrebbe permesso di guadagnare dei soldi e continuare gli studi. Ma quelle foto, quei filmati hard, potrebbero aver attirato su di lei l'attenzione di un predatore, che potrebbe poi essere diventato anche il suo carnefice. Che la polizia e l'Fbi ritierne di aver già individuato in Israel Mireles 24 anni, l'ultimo a vederla viva, con cui aveva un'appuntamento in un bar proprio il giorno della scomparsa. La polizia ha infatti perquisito la stanza del motel dove alloggiava Mireles dopo che l'uomo, di professione cameriere, non si era più presentato al lavoro ed era divenuto irreperibile, trovandola in disordine e con un'enorme quantità di sangue sparsa dappertutto. E' stato quindi spiccato un'ordine di cattura per Mireles e la sua fidanzata sedicenne anche lei sparita di scena dal giorno in cui è scomparsa Emily. Per capire le ragioni della scomparsa gli investigatori stanno indagando sulla doppia vita della studentessa del Kansas. «Emily aveva firmato da poco un contratto per questo sito internet, - spiega Nikki Watson, una delle amiche più strette che conosceva la carriera da pornostar della Sander - e ne aveva parlato con i genitori nel giorno del Ringraziamento e anche al suo ragazzo che l'aveva lasciata dopo aver saputo la verità». La Watson però non pensa che la scomparsa di Emily abbia niente a che fare con la sua attività di pornostar. Quel che è certo è che di lei da sei giorni non c'è traccia e gli investigatori disperano ormai di trovarla viva.
martedì, 20 novembre 2007, 02:42
Sedici anni, simpatico, bello, lui. Lei, quasi 14 anni, perennemente a dieta, insicura, da qualche anno in cura per depressione. Quando lui si affaccia su MySpace e inizia a fare l'amico, lei quasi non ci crede. Così Josh Evans entra nella vita di Megan Meier e illumina le sue giornate trascorse nella tranquilla provincia americana di Dardenne Praire, vicino a St. Louis. Ma quella che sembra una innocua amicizia virtuale fra ragazzini, innocua non è e finisce in tragedia. Da un giorno all'altro Josh scarica Megan senza motivo, coprendola di insulti. Lei non capisce e non si dà pace. "Tutti sanno chi sei. Sei una persona cattiva e tutti ti odiano. Che il resto della tua vita sia schifosa. Il mondo sarebbe un posto migliore senza di te": questo è il testo dell'ultimo messaggio che Megan legge sconvolta, prima di suicidarsi per la disperazione, impiccandosi all'armadio di camera sua. Non è finita qui. Josh - salta fuori dopo la morte di Megan - non è mai esistito. La sua identità virtuale, con tanto di foto e profilo dettagliato su uno dei siti più amati dagli adolescenti, è stata creata da due adulti: i genitori di una bambina di cui Megan era stata amica, ma con cui poi aveva litigato. Corriere.it
domenica, 11 novembre 2007, 00:45
E’ Internet, bellezza. Non rompere. E’ questa la risposta che taluni offrono per spiegare la facilità con la quale giovani – disturbati e non – annunciano sui blog, su MySpace, YouTube e quant’altro i loro piani omicidi. Un fenomeno che sta crescendo in modo esponenziale trasformando alcuni siti in un Albo d’oro dello sparatore. Si esaltano le gesta dei killer, si mandano gli auguri ai responsabili di attacchi indiscriminati dentro le scuole. IL BRANCO - E’ qui che i lupi solitari trovano i loro simili per fare «branco». Prendiamo il caso di Pekka Eric Avvinen, il responsabile del massacro in Finlandia. Ora si è scoperto che ha “frequentato” lo spazio su Youtube di Dillon Cosey, un ragazzo di 14 anni arrestato prima che potesse compiere una strage a Philadelpia. La “pagina” è tutto un programma: lo sfondo è rappresentato da fotografie di Kalashnikov, quindi una serie di link e finestre dedicate a imprese non certo nobili. IL CASO COLOMBINE - I più celebrati – tanto per intenderci - sono gli autori del massacro nel liceo di Colombine, in Colorado. Ci sono poi commenti – contrastanti - al gesto di Avvinen: qualcuno applaude altri esprimono condanna. Lo scambio di messaggi e felicitazioni tra i protagonisti di gesti efferati attraverso Internet ricorda molto il sistema di informazione qaedista. LA RETE E I TERRORISTI - Senza la rete i seguaci di Osama potrebbero fare molto poco. E’ sul web che si addestrano, studiano, elaborano strategia, indicano gli obiettivi senza necessariamente essere collegati alla casa madre. Anche loro sono dei “lupi solitari”. Anche loro, spesso, non sono dei veri terroristi ma piuttosto degli aspiranti terroristi. Esattamente come lo studente che svela su Internet il suo desiderio di annientare il nemico, inteso come il compagno di banco che magari lo ha vessato. La grande differenza sta però nell’accesso. Youtube o Myspace sono alla portata di tutti, i siti jihadisti in teoria sono più protetti e dunque solo chi è davvero determinato può arrivarci. Con questo non vogliamo assolutamente criminalizzare i nuovi spazi virtuali ma solo segnalare una pericolosa deriva. E’ possibile fare qualcosa? Non lo crediamo. E’ Internet, bellezza. Guido Olimpio
sabato, 10 novembre 2007, 15:03
Rischia una condanna ad una multa di quasi due milioni di dollari e fino a 60 anni di carcere per aver infettato 250.000 computer ed aver carpito le identità di migliaia di persone intercettando le loro comunicazioni in internet e entrando nei loro conti bancari. E' John Schiefer, un hacker di 26 anni, che ha confessato i reati che gli sono stati contestati dal procuratore generale di Los Angeles, oltre ad aver ammesso di aver frodato di 19.000 dollari la compagnia olandese di pubblicità online Simpel Internet, che lo aveva arruolato come consulente. Su 150.000 computer di quella società Schiefer aveva installato il suo software di intercettazione, mentre altri 100.000 pc sarebbero stati raggiunti dal programma attraverso suo collaboratori che avevano installato codici spia. Conosciuto per la sua abilità di consulente sulla sicurezza dei computer, Schiefer è anche diventato famoso con il nomignolo di 'Botmaster' nel mondo degli hacker esperti di attacchi 'botnet'. Ansa.it
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